Il film Piuma racconta la storia di Cate (Blu Yoshimi) e Ferro (Luigi Fedele) due giovani adolescenti innamorati alle prese con l'esame di stato, gli amici, le feste e il tanto atteso viaggio dopo la maturità. Due liceali come tanti che si ritrovano alle prese con una gravidanza inattesa. Il loro mondo cambia radicalmente ma saranno aiutati dalle rispettive famiglie che come loro hanno (chi più chi meno) i loro problemi. Una storia leggera e a tratti divertente che racconta un tema non nuovo per il Cinema.

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All'anteprima svoltasi a Torino la scorsa settimana il regista Roan Johnson, accompagnato dalla giovane protagonista, ha spiegato la scelta di trattare questo particolare tema. Ha raccontato al pubblico che all'epoca si trovava in una situazione di stallo nella sua vita privata. Aveva circa trent'anni quando con la compagna iniziarono a chiedersi se fosse l'ora di fare un figlio o meno.

Ed ecco che l'idea si fa strada in lui. Decide di narrare il cammino da lui intrapreso attraverso gli occhi di questi due giovani adolescenti che, per tutta la gravidanza, non si sentono all'altezza e di come l'arrivo di un figlio cambi la vita non solo dei neo-genitori ma anche di tutti coloro che li circondano, dai nonni agli amici.

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Di come le scelte diventino più ardue e difficili quando non si è più da soli a decidere. Ma la domanda è: perché raccontare la storia dal punto di vista di due liceali? La risposta è nel titolo: Piuma, che è il nome che Cate e Ferro decidono di dare alla propria bambina. Una piuma è così leggera da poter volare sopra ogni cosa. Loro vogliono questo per la loro bimba, desiderano che abbia una vita serena e spensierata. Ed è attraverso questa leggerezza che i due ragazzi saranno capaci di volare al di sopra di ogni problema che la vita e il mondo gli mette davanti. 

Al festival del cinema di Venezia, al termine della al termine della proiezione, è susseguito un lungo applauso accostato a un paio di "buu"  e "vergogna".

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Cinema

Un film che ha diviso non poche persone. Chi ha esordito con un esito negativo nei confronti del film probabilmente l'ha fatto perchè non riteneva che al festival dovessero presentarsi opere leggere e spensierate come una commedia ma solo lungometraggi di un certo spessore. Dimenticando che il panorama del cinema italiano è tinteggiato non poco da pellicole di questo genere. Certo è che Johnson è più abile nella scrittura che nella regia. Una sceneggiatura molto calzante e divertente che tratta questioni attuali in maniera molto creativa e spiritosa.

Alcune scelte sono pittoresche, dalla trasformazione di una lunga distesa di asfalto in una piscina, alla metaforica traversata di centinaia di papere di plastica in mare. Se a tratti questo film ha dei lati molto piacevoli ad altri è un po deludente. Lascia insoddisfatti. Perchè vi domanderete. Piuma è un film che non ha un evoluzione, non possiede carattere. C'è un ottima interazione tra i personaggi, i dialoghi sono azzeccati, l'esplosione del dramma sociale che cade nel grottesco è eccelsa, ma manca quella marcia in più che a metà del film non riesce a farsi avanti.

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Insomma, un lungometraggio da "assaggiare" senza troppe aspettative.

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