Abbiamo aspettato l'ottavo puntata della serie "The Night of" con quell'attesa propria di un grande match calcistico. Non solo ci interessava sapere se Naz Kahn (Ritz Ahmed) fosse colpevole dell'omicidio della giovane Andrea massacrata da 22 coltellate, ma desideravano conoscere il modo processuale ed umano in cui ciò si sarebbe palesato. Due giorni fa avevamo letto anche una bella intervista di la Repubblica a Richard Price lo scrittore di thriller sceneggiatore e coautore della serie (insieme a Zaillian di Schindler's list) che svelava come aveva partorito la complessa dinamica processuale. Ed anche dell'eczema di John Turturro - che interpreta l'avvocato patteggiatore John Stone - o delle scelte musicali presenti nella serie: orientate non solo dall'ottimo Jeff Russo ma anche da Turturro che come è noto ha una smisurata ammirazione per la nostra canzone napoletana classica e la nostra lirica.

L'interrogatorio di Naz

Ebbene in un crescendo mai troppo drammatico, ma seguendo il ritmo della serie fatto di quadretti pensati, Naz si è fatto interrogare anche dall'esponente della Procura Weiss (Jeannie Berlin). Mettendo così in dubbio quella pretesa di innocenza che l'ordinamento americano pone a salvaguardia dell'imputato. E mentre un oramai in pensione Dennis Box (Bill Camp) il poliziotto che aveva trovato tutte le prove per istruire il processo riprende altre strade alternative all'unica tesi processuale di colpevolezza di Naz è John Stone che fa l'arringa finale dopo un incidente etico dell'avvocato Chandra Kapoor (Amara Karan) sorpresa a baciarsi nel parlatoio con Khan. Le risultanze finali di Stone sono un inno al garantismo ed immortalano "il ragionevole dubbio" orgoglio della legge penale americana "che non è solo ciò che pensate, ma soprattutto ciò che sentite, cari giurati".

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Il giudizio lo lasciamo alla visione finale: segnaliamo solo che, eczema o no, John Stone riprenderà il suo gatto e che una splendida Céline Dione concluderà con la splendida canzone, The first time ever i saw your face.