Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio viaggiano sui loro cammelli in cerca della grotta del Bambino Gesù tre misteriose figure che vestono con abiti eleganti e portano in dono preziosi per il nuovo re di Gerusalemme. I re magi, noti come Melchiorre, Gasparre e Bladassarre inseguono, nella notte dell'epifania, la stella cometa, mezzo per arrivare alla loro destinazione: la povera grotta dove un nuovo Messia portatore di pace ha spodestato il precedente re Erode. Come narrano le sacre scritture, hanno con sé tre doni speciali: oro, incenso e mirra.

Il vero nella leggenda

Per anni, gli storici si sono domandati sulla vera esistenza di tali personaggi dotati di un alone di mistero e leggenda.

I dubbi sono però presto riaffiorati, soprattutto nelle lacune che si riscontrano nei testi biblici. Nelle fonti bibliche non si parla necessariamente di tre magi o dei loro nomi e il solo Vangelo di Matteo dedica a tali personaggi soltanto 12 versetti (2: 1-12).

Al di là del Vangelo, tale figure sono state identificate con altrettanti personaggi mistici descritti dal greco Erodoto. Nelle sue opere si parla di re magi come i sacerdoti dei Medi, un antico popolo progenitore degli attuali Curdi, che fu sconfitto dai persiani nel VI secolo a.C. Si trattava quindi di astronomi, indovini, o sacerdoti, ma non certamente di re.

Gli storici più scettici riguardo la storia dei Re magi reputano che tali personaggi siano stati creati, sulla base di alcuni dettagli storici, per una funzione propagandistica. Quando l'evangelista Matteo scrisse, era l'anno '80, anno in cui la religione si stava diffondendo al di fuori dalla Palestina; il messaggio che voleva quindi trasmettere era che tre magi pagani avevano voluto fare omaggio al nuovo Messia, e quindi alla nuova religione emergente che si stava contrapponendo a quelle già esistenti in Palestina.

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La ricerca della stella cometa

Per quanto riguarda la presenza o meno di una stella cometa quella fatidica notte, ci sono stati molti dubbi e incertezze. Si è stabilito infatti che intorno all'Anno Uno nessuna stella cometa visibile a occhio nudo si fosse avvicinata alla Terra.

Un fenomeno astronomico che invece potrebbe essere realmente successo in quel periodo è stato descritto dall'astrofisico Johannes von Kepler nel suo trattato De Natali Christi, dove sostiene che la congiunzione astrale tra due pianeti (Giove-Saturno) avrebbe potuto somigliare, vista dalla terra, come un'enorme stella.

Il mistero rimane però ancora non svelato, dato che tale fenomeno astronomico non sia stato corrispondente all'Anno Uno, ma datato nel 7 a.C.

Infine per quanto concerne i numerosi dettagli che adornano le descrizioni dei Re magi, quali i nomi e i doni, sono stati rinvenuti non tanto nel Nuovo Testamento, quanto nei vangeli apocrifi, i cui contenuti sono stati banditi dalla Chiesa cattolica.