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Gli spazi della Galleria d'Arte moderna di Roma ospitano fino al 26 marzo 2017 la mostra Giovanni Prini. Il potere del sentimento. Esposizione dedicata ad un'artista purtroppo poco conosciuto al grande pubblico, e per questa ragione per la prima volta il protagonista assoluto di uno spazio espositivo nella sua amata Roma. Un dettaglio non da poco che Maria Paola Maino, la curatrice stessa dell'evento, ha voluto sottolineare durante la presentazione.

La mostra è organizzata in modo che lo spettatore possa seguire un percorso cronologico in cui sono dislocate le opere di Giovanni Prini (1877-1958). Un uomo ricordato da tutti per il suo carattere mite e umile.

La sua vita cambia quando agli inizi del Novecento decide di trasferirsi da Genova a Roma insieme alla sua amatissima moglie Orazia Belsito.

Lei poetessa e scritttrice, lui scultore sempre più noto tra gli intenditori del tempo, insieme la coppia crea una sorta di circolo letterario all'interno dello studio casa-studio di Via Nomentana frequentato dai molti intellettuali del tempo: Sibilla Aleramo, Umberto Boccioni, Giovanni Cena, Sergio Corazzini.

Un luogo ricreato nella prima sala tematica, che rievoca lo stile del salotto grazie ai mobili messi a disposizione dagli eredi di Prini e in perfetto stile art-nouveau dell'epoca.

Il potere del sentimento può essere svelato dal marmo?

Osservando Gli Amanti, la bellissima statua scolpita da Giovanni Prini nel 1913 ca., non si può non rimanere estasiati davanti ad una vera e propria magia.

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Il marmo prende vita regalando ai due protagonisti una sorta di movimento senza inizio e senza fine, ma complementari l'uno nell'altra. L'abilità di Prini con la materia è straordinaria.

Nella delicatezza del loro abbraccio è racchiuso un mondo. Per alcuni tratti gli amanti rimandano all'invalicabile incompiutezza nella sua completezza che solo il genio di Michelangelo (1475-1564) riusciva a dare alle sue opere. Il movimento che nasce dal blocco marmoreo, per diventare forma, che si tramuta di nuovo in marmo. Pathos e delicatezza in un'unica linea.

La mostra termina con la terza sala dove sono esposte opere legate al periodo storico della prima guerra mondiale (1915-1918) e il tema principale del necessario ritorno all'ordine.

Molte bella l'idea di unire alle opere personali di Giovanni Prini quelle degli artisti che con lui erano più in confidenza. Un esempio il quadro Nello Specchio (1890 ca.) in cui sono raffigurati i due coniugi Prini, Giacomo Balla e il poeta Max Ganzi.