Che Bono Vox e gli u2 avessero un rapporto particolare con i fans italiani era noto, ma ieri sera, in un'intervista post concerto, Bono ha voluto sottolineare come la serata sia stata forse la migliore di tutti i tempi. Ha detto che i fans italiani sono divertenti e la band si sente coccolata da loro da anni, che tutti formiamo una grande famiglia, dove non esistono differenze, razze, nazionalità, ma solo il grande amore per la musica di uno dei gruppi rock più grandi di tutti i tempi. Raccontare la serata di ieri non è facile, non si possono trovare le parole per descrivere l'ondata di emozioni che ha accompagnato tutti, fans e band, dai minuti precedenti l'esibizione al gran finale.

All'inizio poca luce, sono entrati quasi in sordina, svelati solo dal boato immenso degli 80.000 dell'Olimpico. Il palco era ancora spento così come il grande schermo, quasi 4 figurine lontane che richiamavano la band di 30 anni fa, quando non c'erano ancora schermi giganteschi e allestimenti futuristici. Sono partiti con i "panzer" dell'album, Sunday bloody sunday, New years'day, poi Bad e Pride, poi Bono si è fermato a parlare della bellezza di Roma e degli Italiani, con un omaggio a David Bowie tramite Heroes. Eroi per una notte, come loro, come noi, che abbiamo celebrato con gli U2 i 30 da uno degli album più venduti ed amati nella storia della musica, the Joshua Tree. L'albero dei deserti americani dell'Arizona, che porta il nome biblico di Giosuè e cresce anche dove gli altri alberi non possono, è stato il leit motiv della serata e lo sfondo della coreografia gialla e oro che i fans italiani hanno dedicato ai loro beniamini.

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Una sorpresa che ci rende in parte diversi da tutti in una notte indimenticabile per noi, ma anche per loro.

Bono in gran forma

Da Where the streets have no name fino a Mothers of the disappeared abbiamo riascoltato e cantato tutto l'abum, con lo schermo infiammato di colori ed immagini del deserto dell'Ariziona in cui camminavano gli U2 ragazzi. Brani storici e mai più riproposti da allora, come Running to stand still e Red hill mining town, e, arrivati a quel punto Bono ha annunciato in italiano che sarebbero passati "al lato B". E quindi la carrellata è partita da In God's country, poi Trip through your eyes e One tree hill, fino ad ascoltare i rarissimi Exit e Mother of disappeared, con un Bono accorato ed emozionato che ha rispolverato la migliore ugola degli ultimi anni, facendoci accapponare la pelle con i suoi acuti e la potenza della sua magnifica voce. La carrellata finale del concerto è partita con Miss Sarajevo e la voce originale di Big Luciano, e un crescendo di ritmo e adrenalina con Beautiful day, Elevation e Vertigo.

Il suono, soprattutto in tribuna Monte Mario non è stato dei migliori, distorto forse dalla volta di copertura, ed è migliorato un po' solo nella seconda parte. Ma dalle registrazioni ufficiali si evince che il suono era purissimo e magnifico, essenziale e pulito, e non poteva essere altrimenti vista la cura maniacale che Bono e soci dedicano nella preparazione di ogni singola serata.

L'Italia dal cuore grande

Bono ha più volte ringraziato l'Italia per il suo cuore, per la volgia di ridere, e l'accoglienza ai migranti, e anche Adam Clayton ha elogiato il nostro pubblico davanti ai giornalisti, definendolo diverso da tutti gli altri, "speciale". Bono ha anche dedicato One a tutte le grandi donne che hanno migliorato il mondo, tra cui la nostra Rita Levi Montalcini ed infine ha presentato fuori programma il nuovo bellissimo brano che farà parte del nuovo imminente Lp, Songs of Experience, "The little things that you leave away".