Marco Borrelli, classe ’76 e cosentino di nascita, inizia a fare musica da quando era piccolissimo. La sua carriera inizia però nel 2001 coproducendo un disco dei Konsentia. Un anno dopo, va in tour con Radioconcerto in Italia, Canada e Francia e compone colonne sonore per Rai Trade. Dopo ben sette anni, l’artista pubblica l’album SpettAttore, nel quale è racchiuso il singolo Il Salto, definito originale da Vincenzo Mollica nel programma DoreCiakGulp del TG1.

Nel 2016 esce il secondo album OMO L’Evo Mediatico In Forma Canzone presentato a Roma per Rai 5. I brani estratti sono recensiti da L’Espresso, il Fatto Quotidiano, Huffington Post e Vinile.

Nello stesso anno prende parte del Tenco Ascolta 2016. Nel novembre 2017 partecipa alla rassegna “Cose di Amilcare” organizzata dal club Tenco a Barcellona e a dicembre approda al Millennials presso il Monk di Roma.

Dopo il trionfo al “Festival dei Castelli Romani 2017”, i Marcondiro lavorano per le registrazioni del nuovo album [VIDEO] previsto dopo l’estate che verrà realizzato in gran parte a Roma con le macchine vintage Parodoi e anticipa numerose collaborazioni con grandi artisti: Paolo Giovenchi e Lucio Bardi (band di Francesco De Gregori), Nour Eddine e Antonello D’Urso (musicisti di Franco Battiato e Angelo Branduardi). Il primo giugno di quest’anno è uscito il singolo Ammore vero, disponibile in radio e nei digital store. Insomma, il loro progetto ci è apparso alquanto interessante, ed è per questo che abbiamo colto l'occasione intervistare Marco, leader del gruppo.

L’intervista

Ciao Marco, parlaci un po’ di te e di come è nata la tua vocazione per la musica

La mia vocazione per la musica era già nella placenta o nel liquido amniotico. Non saprei, ho un’amnesia. A parte gli scherzi, è una cosa che ho sempre avuto dentro e quando prendo uno strumento in mano è come se avessi un prolungamento di un arto. Questo per me è Arte. Dovete sapere che gioco spesso con le parole.

Anche il vostro nome Marcondiro è un gioco di parole che tra l’altro ricorda un nome di una nota canzoncina per bambini. Come mai questa scelta?

Si riferisce alla canzone 'Oh che bel castello'. Il suo testo può sembrare qualcosa di innocente e fanciullesco, ma in realtà è molto guerrafondaio. Infatti, il brano allude alcune immagini non proprio pacifiche, come ad esempio “Oh che bel castello Marcondiro ndiro ndello, noi lo distruggeremo, lo incendieremo, lo spegneremo, gli spareremo una bomba, un cannone ecc…”. Da questo ho capito perché da bambino non mi piaceva questa canzone, che peraltro mi cantava mia nonna.

Però, il brano allo stesso tempo è interessante perché rimanda ad un immaginario collettivo che nessuno conosce. Questo è presente anche nella canzone di Ammore Vero perché nessuno sa che è una provocazione che nasce da un musicista di gruppo di musica elettronica degli anni ’90. Comunque, il singolo è nato anche grazie alle collaborazioni di musicisti di Battiato, di De Gregori e di Branduardi ed è un’inventiva che ci insegna che ciò che conta davvero è volersi bene senza buonismo.

Il vostro singolo Ammore Vero racconta della anche vita di uomo che si sente sfigato e desidera sesso, donne e denaro e tra l’altro è quello che succede anche nella realtà…

In realtà, quello è il videoclip che non ha nulla a che vedere con la canzone. Bisogna stare attenti a non confondere le due cose perché la vicenda del diavolo è solamente un’immagine che abbiamo voluto rappresentare per trovare un protagonista. Quindi, inizialmente avevamo una canzone forte, un cast di attori e ballerine di burlesque e l’unica cosa che dovevamo trovare era il protagonista del video e alla fine l’abbiamo trovato è il bravissimo attore Stefano Fresi. Il filmato è ispirato al libro de "Il Diavolo beve spritz" che racconta la storia di questo uomo un po’ sfigato con una vita noiosa che si trova a fare un patto col diavolo.

A proposito del Diavolo, che cosa ne pensi degli artisti che per avere successo e fama hanno venduto la loro anima a Satana?

Se hanno venduto incoscientemente l’anima al diavolo, mi dispiace per loro. Però, se è una cosa che scegli di fare, devi saper scegliere il giusto compromesso. Secondo me, “le corna” devi saperle indossare perché altrimenti diventi poco credibile al di là della provocazione che vuoi lanciare. Ma alla fine chi può dire che fare questo è giusto? A chi lasciamo giudicare? Ai posteri? Forse, è meglio ai posteri! Comunque, a parte gli scherzi fare un patto col Diavolo è una cosa che non ho mai provato finora e non credo che lo farò. Devo dire che questa scelta è davvero molto popolare tra gli artisti. Ma mi chiedo perché la fanno? Questo significa che a loro non piace la loro anima.

Quindi, è meglio amare la propria anima e farsi cercare dall’Ammore Vero?

Esatto, la canzone dice proprio questo: l’amore vero è un fiore raro che se lo cerchi non ti troverà. Insomma, si trova l’amore vero solo amando te stesso!

Sappiamo che amate tanti generi musicali tra cui il jazz, la musica popolare e l’elettronica. Qual è quello che vi rappresenta di più?

I generi musicali e le influenze sono un po’ come un qualcosa che ci costruiamo dentro di noi in base alle situazioni. Ad esempio, se dico una frase “ti voglio bene” è un qualcosa che crea speranza e gioia. Però, posso dire qualunque cosa con tanti generi diversi, anche con il metal come quello dei Ritual.

Avete mai avuto un modello d’ispirazione?

Non abbiamo avuto tantissimi modelli d’ispirazione, ma posso dire che ci sono tanti personaggi che ci affascinano molto, tra cui Battiato, De André, Verdi, Paolo Forte ecc… Direi i modelli che ci hanno ispirato sono numerosi.

Parlando sempre di artisti, alcuni di loro preferiscono indossare un personaggio e fare canzoni senza senso o banali per poi essere criticati. Può essere considerata una strategia vincente o no?

Secondo me, chi fa canzoni banali e senza senso ha una propria identità e quindi direi che si merita il massimo rispetto. Però, il vero problema sono quelli che scimmiottano altri artisti e che vogliono fare grandi cose. Comunque, direi che il personaggio bisogna saperlo indossare e come diceva Totò in un’intervista: “Il personaggio che cucina e mangia i maccheroni è Totò, io sono il principe Antonio De Curtis”. Un altro artista è Renato Zero e lui come tanti altri ha un personaggio che si fonde perfettamente con la sua pelle.

Però, se il personaggio rimane troppo appiccicato addosso diventa potente di quello che si è nella realtà. Ma non saprei dirti quanto è giusto o quanto è sbagliato vestire le parti di un personaggio. Direi che l’importante è che tu faccia vedere la tua credibilità perché ovviamente fare lo scemo che scimmiotta diventa un vero problema. Tra l’altro, anche Marilyn Manson è un personaggio ma allo stesso tempo è un grandissimo artista. Magari anche lui avrà scritto delle sciocchezze o brani controversi per riuscire a farsi conoscere, ma nel corso della sua carriera ha fatto dei dischi con delle canzoni davvero molto belle. Comunque, direi che il personaggio non deve mai superare la tua identità e quello che fai. Ad esempio, per me l’attore è ciò che recita come il cantante è ciò che canta.

Che rapporto avete con i vostri fan?

I fan li trattiamo malissimo e li picchiamo! Comunque, a parte gli scherzi ci fa davvero piacere che ci seguano anche virtualmente guardando i nostri video. Quello che facciamo è per puro istinto di comunicazione anche costruendo attraverso chi ci sta registrando. Il nostro progetto si basa sulla comunicazione e soprattutto sulla provocazione. Inoltre, vogliamo che il pubblico sia attivo durante i nostri concerti ed è molto raro trovare degli spettatori non partecipi.

Una volta, a Firenze abbiamo tenuto un live con un pubblico [VIDEO] sulla cinquantina, tra l’altro comunista quindi immaginatevi che pubblico particolare! Ma alla fine ce l’abbiamo fatta a farli alzare e a farli ballare e quindi siamo riusciti a far comprendere loro la nostra musica. Noi ci siamo divertiti assieme a loro e direi che l’obiettivo è stato raggiunto.

Potete anticiparci qualcosa che bolle in pentola?

Sì, adesso abbiamo quasi finito il nostro disco che abbiamo registrato nello studio Paradoi e poi avremo diverse collaborazioni con vari artisti. Per quanto riguarda i live, ne faremo tantissimi in giro nella seconda parte dell’estate, quindi per ora lavoriamo tantissimo in studio perché l’importante è la continuità del lavoro che facciamo. Insomma, sarà un’estate bollente in tutti i sensi!