Gli Alveare Beffo sono una band di Caserta che suona post rock e psichedelica. L’idea del progetto è tanto inusuale quanto sorprendente poiché si basa sulla concezione e sull'evoluzione del loop: in informatica, il loop è un ciclo all'interno di un programma ed ogni loop deve avere una condizione di uscita ovvero il programma deve "sapere" quando il ciclo deve terminare per non andare in over flow. Secondo la band, tale definizione può essere estesa in tutti gli ambiti. Soprattutto in quello musicale rendendo ogni performance unica ed irripetibile anche senza schemi ben definiti.

Come nasce il progetto Alveare Beffo?

"Come ogni progetto musicale anche il nostro nasce dalla necessità di esprimere in musica un mondo interiore, le nostre sensazioni, tutto quello che ci circonda, filtrato attraverso le nostre sensibilità ed esperienze personali. L’attuale formazione, composta da Pasquale Rea – batteria , Michele Perillo – basso, Raffaele Bove – chitarre e synth, nasce a Marzo 2018 con l’aggiunta della sezione ritmica ed un completo “restyling” della forma musicale. Siamo passati da esibizioni estemporanee basate completamente sull’ improvvisazione ad un genere più strutturato miscelando la psichedelica ed i suoni rigorosamente analogici degli anni 70. Abbiamo unito un post-rock con sfumature noise, una sezione ritmica di basso e batteria improntata su groove rock incisivi, leggeri riferimenti alla musica jungle e breakbeat".

Il nome Alveare Beffo da cosa deriva?

"Il nome del progetto è semplicemente l’anagramma dell’ideatore, ma è anche legato al concetto di loop: così come le api operaie costruiscono e sviluppano il loro alveare usando una forma geometrica (esagono), i nostri brani nascono dalla sovraincisione (overdubbing) di molteplici loop di chitarra o synth".

State pensando di incidere un album (o un EP) nei prossimi mesi?

"Nei prossimi mesi ci dedicheremo principalmente a incidere materiale che andrà a comporre un album o un EP.

L’idea sarebbe di avere un prodotto spendibile principalmente per promuoverci e per cercare etichette disposte a collaborare con noi".

Quali band e artisti vi hanno maggiormente ispirato nella vostra carriera musicale?

"Oltre alle band post rock di fama mondiale (Mogwai, Sigur Ros, Mono, Godsped you ! Black Emperor ), le influenze singole di ognuno dei componenti sono diverse.

Sicuramente si possono trovare richiami ai primi Pink Floyd (periodo di Syd Barrett), ad un certo tipo di rock anni 70 (Hendrix, Led Zeppelin, Jefferson Airplane) ma anche a sonorità più “recenti” come Radiohead, Muse, e all’alternative metal di band come Perfect Circle".

Cosa ne pensate della scena post-rock in Italia?

"Negli ultimi anni in Italia stanno emergendo molti gruppi, anche non strettamente legati al post-rock, tipo The Winstons, Andrea Lazlo de Simone, Appaloosa, Mokadelic, Triple Sun, insieme alle band “storiche” della scena come i Marlene Kuntz, Giardini di Mirò, Massimo Volume. Attualmente in Italia la scena musicale inedita emergente non credo goda di ottima salute, principalmente per la carenza di spazi e occasioni per potersi esibire e far ascoltare la propria musica.

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