Il 12 febbraio 2026, Milano ha assistito a un evento inedito: per la prima volta in 36 anni, il Gabibbo è stato vittima di un’aggressione fisica durante un servizio esterno. Il celebre pupazzo rosso, volto iconico di Striscia la Notizia fin dal 1° ottobre 1990, si trovava a Milano per documentare due problematiche cittadine ricorrenti nel programma: l’occupazione indebita dei parcheggi riservati ai disabili e il fenomeno dei cosiddetti “furbetti” che evitano i tornelli della metropolitana. Un giovane, apparentemente infastidito dall’interazione con il Gabibbo, lo ha spintonato ripetutamente, facendolo cadere a terra e sottraendogli il microfono.
Questo episodio segna un momento storico nella lunga carriera del pupazzo televisivo.
Il servizio, che documenta l'accaduto, sarà trasmesso in prima serata su Canale 5, nel corso della quarta puntata stagionale di Striscia la Notizia – La voce della presenza. La conduzione è affidata a Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Per questa particolare occasione, la voce del Gabibbo è prestata dal cantautore Al Bano, che lo accompagna con un look distintivo, caratterizzato da panama e sciarpa.
Dinamica dell’episodio e contesto milanese
L’inchiesta del Gabibbo a Milano mirava a mettere in luce comportamenti civili scorretti, con un focus particolare sui cittadini che eludono il pagamento del biglietto della metropolitana saltando i tornelli.
Questa tematica è un filone investigativo consolidato per il programma. La reazione del giovane, consistente in spintoni e cadute multiple, ha creato una scena senza precedenti nella storia del personaggio, che si è affermato come inviato simbolico nella lotta contro disservizi e ingiustizie civili. L’aggressione fisica subita dal Gabibbo assume un rilievo notevole proprio in virtù della sua lunga assenza di precedenti simili.
Il Gabibbo: evoluzione e ruolo nel panorama televisivo
Il debutto del Gabibbo su Striscia la Notizia, programma ideato da Antonio Ricci, risale al 1° ottobre 1990. Nato inizialmente con un ruolo provocatorio, il personaggio si è progressivamente evoluto, trasformandosi in un difensore dei cittadini.
Il suo impegno si è concretizzato in inchieste dedicate a casi di disservizio, illegalità e ingiustizia, in particolare attraverso la rubrica SOS Gabibbo. Oggi, il Gabibbo è riconosciuto come un vero e proprio simbolo televisivo, capace di coniugare costume e cittadinanza attiva.
Dalla sua apparizione nella stagione televisiva 1990, il Gabibbo ha attraversato decenni di trasformazioni del linguaggio televisivo, affermandosi come un “vendicatore rosso” e difensore dei consumatori attraverso un approccio ironico e diretto. La scelta di impiegarlo in esterna per contrastare chi salta i tornelli della metropolitana è strategica: si inserisce in un filone storico del programma, volto a denunciare comportamenti riprovevoli con leggerezza ma efficacia.
Questo episodio non si limita a documentare la prima aggressione fisica subita dal Gabibbo, ma ne sottolinea anche la forza simbolica come voce civica nel corso dei decenni. L’incidente diventa così non solo un momento di tensione televisiva, ma anche un’opportunità di riflessione sull’efficacia dei mezzi civici impiegati dalla satira e dall’inchiesta giornalistica.