A San Gemini, la mostra 'Aurelio De Felice et ses amis à Paris et en Italie' rende omaggio ad Aurelio De Felice a trent'anni dalla sua scomparsa. Curata da Massimo Duranti e Andrea Baffoni, l'esposizione si terrà dal 26 settembre al 18 ottobre 2026, con un percorso tra Palazzo Vecchio e la Sala culturale di Stazioni di Posta. Il progetto valorizza De Felice come scultore, pittore e intellettuale, connettendo l'Umbria e Terni alle avanguardie internazionali del Novecento.

L'iniziativa, promossa dall'Ente Giostra dell'Arme, rinnova la tradizione delle mostre annuali dirette da Piero Zannoli.

Realizzata in collaborazione con il Museo d'arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice di Terni, che custodisce il patrimonio artistico donato dall'artista, l'esposizione include opere di De Felice, della sua collezione e grafiche di artisti europei.

Percorso espositivo: Palazzo Vecchio e Stazioni di Posta

La sezione più ampia è allestita a Palazzo Vecchio. Qui si ripercorrono le tappe dell'itinerario creativo di De Felice, attraverso una selezione di sculture, rari dipinti e opere della sua collezione. Questa parte documenta i rapporti e le frequentazioni negli anni parigini e nell'ambiente artistico ternano, mostrando come abbiano plasmato il suo stile.

Nella Sala culturale di Stazioni di Posta, è ospitata una rassegna di opere grafiche dei maggiori artisti europei del Novecento.

Dalla collezione di De Felice, donata al Comune di Terni, queste opere includono lavori di Joan Miró, Marc Chagall, Vasilij Kandinskij, Jean Cocteau, Pablo Picasso e Georges Braque. La mostra presenta anche molte opere inedite, offrendo un compendio della produzione scultorea e pittorica dell'artista.

De Felice: tra Umbria, Roma e Parigi

Il racconto espositivo segue la traiettoria artistica di Aurelio De Felice dalla natia Umbria a Roma, fino alla Parigi del secondo dopoguerra. In questo itinerario, De Felice intrecciò la propria ricerca con quella di protagonisti dell'arte internazionale, elaborando un linguaggio personale. La mostra evidenzia il suo ruolo cruciale come ponte culturale, celebrando la sua memoria e la connessione tra tradizioni locali e avanguardie europee.