La Galleria Borghese di Roma presenta All That Changes You. Metamorphosis, l'installazione filmica dell'artista e regista britannico Isaac Julien, ripensata per gli spazi dell’Uccelliera. Curata da Lorenzo Giusti, l’opera si inserisce nel percorso della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, in corso fino all’11 ottobre 2026. Per la capitale, l'installazione è proposta in versione a schermo singolo, adattata al luogo rispetto al progetto originale su dieci schermi.
Julien ha evidenziato una continuità con la versione esposta a Mantova, legata agli affreschi di Giulio Romano a Palazzo Te.
Struttura narrativa, durata e colonna sonora mantengono l'impianto iniziale, ma il dispositivo di visione è stato modificato. L'artista ha sintetizzato questo processo: “Del resto anche l’arte cambia continuamente”, sottolineando come la trasformazione non riguardi solo il tema, ma anche la sua presentazione e percezione nell'Uccelliera.
Il mutamento: tra antico e contemporaneo
Il fulcro del lavoro è il mutamento, interpretato unendo pensiero antico e riflessione contemporanea. L’opera si ispira al principio eracliteo del “tutto scorre”, collegando Eraclito e Ovidio alle analisi di Donna Haraway sulle relazioni tra specie e la dimensione “più che umana”. La metamorfosi si configura come processo continuo che attraversa natura, storia, esperienza umana e immaginari futuri, espresso con linguaggio visivo immersivo e caleidoscopico.
Le protagoniste sono Sheila Atim e Gwendoline Christie, interpreti di due figure ultraterrene e profetiche. Julien ha scelto Christie, nota per Brienne in Il Trono di Spade, anche per la sua immagine di guerriera. Atim è stata selezionata per la sua presenza scenica, legata a The Woman King, film sulle amazzoni africane. L'intenzione era rappresentare “figure di donne forti, combattenti”, quasi divinità contemporanee, capaci di guidare lo spettatore attraverso luoghi, epoche e visioni. L'opera include inoltre riferimenti alla fantascienza speculativa.