Il trapper Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, è stato assolto dal Tribunale di Milano dalle accuse di diffamazione e istigazione a delinquere. La decisione è giunta al termine del procedimento scaturito da alcune storie social pubblicate dall’artista nel 2022. La vicenda riguardava gli insulti rivolti a una giornalista e la successiva diffusione del suo numero di telefono, con un invito ai follower a contattarla, dopo un servizio televisivo di Fuori dal coro. I giudici hanno invece disposto per il trapper una multa di 2.700 euro per trattamento illecito di dati personali, specificamente collegata alla pubblicazione del recapito privato.

La sentenza del Tribunale di Milano

La sentenza ha delineato una chiara distinzione tra le diverse accuse. Mentre per i reati di diffamazione e istigazione a delinquere l'artista ha ottenuto l'assoluzione, è stata confermata la sanzione economica per la gestione non conforme dei dati personali della giornalista. Il procedimento aveva preso avvio dalla reazione social di Baby Gang a un servizio televisivo che aveva trattato una sua precedente vicenda giudiziaria. Nelle storie incriminate, l'artista aveva utilizzato espressioni offensive e, soprattutto, aveva reso pubblico un numero privato, episodio che ha portato alla contestazione relativa alla tutela della privacy.

La difesa ha evidenziato come il servizio televisivo non avesse adeguatamente considerato alcuni elementi favorevoli al cantante, inclusi sviluppi giudiziari successivi che lo avevano visto assolto da precedenti accuse.

Il legale dell’artista ha espresso soddisfazione per l’esito, interpretando la decisione come un riconoscimento del contesto che aveva provocato la reazione del trapper. Rimane tuttavia ferma la condanna per la pubblicazione del numero di telefono, un profilo ritenuto autonomo rispetto alle altre accuse esaminate nel corso del processo.

Il caso e la reazione dopo Fuori dal coro

Il servizio di Fuori dal coro aveva ripreso una precedente vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto Baby Gang. A seguito della messa in onda, il cantante aveva replicato attraverso i propri canali social, contestando la narrazione televisiva e la sua rappresentazione. La pubblicazione del recapito della giornalista ha rappresentato l'aspetto più critico del caso, esponendo la professionista al contatto diretto e potenzialmente molesto da parte degli utenti. La decisione del Tribunale di Milano chiude così il procedimento con un verdetto articolato: l'assoluzione dalle contestazioni più gravi e la multa per la diffusione illecita di dati personali.