Inaugurata il 25 settembre 2026 al MAXXI L’Aquila, la mostra “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila” celebra il centenario della nascita dell’artista, scrittore e intellettuale Fabio Mauri (1926-2009). Curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, l'esposizione, visitabile fino al 24 gennaio 2027, pone al centro temi cruciali come le ferite della guerra, la memoria e la sua rimozione, la propaganda e il potere delle immagini.

Il percorso espositivo prende avvio dal profondo legame che Fabio Mauri ebbe con L’Aquila. Dal 1979 al 1999, l’artista insegnò Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti, un incarico che generò un rapporto significativo con il territorio e gli studenti.

La mostra raccoglie opere realizzate in quel ventennio, ricostruendo una parte fondamentale della sua ricerca artistica, incentrata sul rapporto tra immagine, ideologia e memoria storica.

Le opere e i temi chiave

Tra le opere di rilievo esposte figurano “La resa”, “Muro d’Europa / La barca”, “Piccolo Cinema”, “Studenti” e “Piccola atomica”. L'allestimento non segue un ordine cronologico, ma si sviluppa come una sequenza visiva per associazioni, rimandi e contrasti, invitando a una riflessione dinamica. Fulcro dell’esposizione è “Io sono un ariano”, l'ultimo progetto editoriale di Mauri, pubblicato nell’anno della sua scomparsa e presentato in mostra nella sua interezza, offrendo una chiave di lettura essenziale.

I curatori, Maurizio Cattelan e Marta Papini, hanno sottolineato l'impressionante attualità delle opere, sebbene concepite tra i quarant'anni e i cinquanta anni fa. Le creazioni di Mauri affrontano temi di grande risonanza contemporanea: la posizione ambigua e di confine dell'Europa, il rapporto tra arte e politica, la memoria e le rimozioni delle atrocità della guerra, e il fascino persuasivo dell'ideologia fascista. Le loro dichiarazioni evidenziano come l'arte di Mauri sia capace di parlare al presente con straordinaria lucidità.

MAXXI L’Aquila: un ponte tra passato e presente

Durante la presentazione a Palazzo Ardinghelli, il curatore Maurizio Cattelan ha mostrato un dettaglio significativo: sul retro della sua T-shirt era stampato il manifesto della mostra, con l'immagine dell'aquila in primo piano, simbolo scelto per il progetto.

La presidente della Fondazione MAXXI, Maria Emanuela Bruni, ha collegato questa importante esposizione al ruolo del museo nella rilettura del passato alla luce delle sfide del presente, consolidando il valore dell'eredità artistica e intellettuale di Fabio Mauri.