Il dibattito sulla presenza femminile nel cinema e nell'audiovisivo è tornato al centro dell'attenzione dopo la Mostra del Cinema di Venezia e la Festa del Cinema di Roma. La scarsa rappresentanza femminile alla regia e lungo l'intera filiera – da produttrici ad autrici, agli effetti visivi – evidenzia una call to action urgente. La questione non è solo numerica nei festival, ma riguarda l'accesso effettivo all'industria, ai finanziamenti e ai luoghi decisionali. A Venezia, la presenza di una sola regista in concorso, May el-Toukhy (Leone d'Oro), ha riproposto la domanda: la carenza di voci femminili è dovuta a una mancanza di talento o a un profondo problema di accesso al mondo dell'audiovisivo?

Anche in Italia, nonostante figure come Paola Cortellesi e Alice Rohrwacher, il sistema resta sbilanciato. Segnali positivi emergono dal Premio Solinas: Experimenta Serie (con Rai Fiction) ha evidenziato la ricchezza di competenze femminili, con un podio interamente di autrici per lo sviluppo di piloti Rai Play. Segnale di competenze e visioni attive.

Professioniste come la regista Levi Riso evidenziano «tanti talenti femminili che aspettano di essere rivelati», legando il tema alla necessità di maggiore pluralità di sguardi e di voce. La sceneggiatrice Ippolita Di Majo rafforza: gli sguardi femminili sono essenziali per la complessità della società, e la loro assenza è una grave lacuna.

Il divario di genere nel settore audiovisivo in cifre

Le statistiche confermano un gender gap persistente. Registe al 21%, sceneggiatrici e montatrici quasi al 30%. Direttrici della fotografia il 12% (crescita nelle scuole). Per la musica da film, sotto il 10%. In Europa, le donne nella produzione sono passate dal 19% al 24%. Costumi, trucco e segretarie di edizione restano a prevalenza femminile.

La sfida coinvolge l'intero ecosistema del cinema e richiede misure concrete: parità negli organi decisionali, giurie più equilibrate, formazione e supporto professionale. Cruciale è la difficoltà per molte registe di realizzare una seconda o terza opera dopo l'esordio, frenando la loro affermazione. La lotta per la questione femminile nel cinema è un impegno collettivo per una rappresentazione più autentica e completa.