Le registe e le professioniste del cinema italiano e internazionale hanno lanciato una call to action per affrontare la scarsa presenza femminile nella regia e nell’intera filiera audiovisiva. Il tema, rilanciato dalla Mostra del cinema di Venezia e riemerso alla presentazione della Festa del cinema di Roma, verte sulla necessità di garantire maggiore accesso, equa rappresentanza e pluralità di sguardi nel cinema. Il dibattito, animato da registe, sceneggiatrici e produttrici, ha evidenziato le difficoltà di ingresso e continuità professionale per le donne nel settore.

Durante la recente Mostra del cinema di Venezia, la sotto-rappresentazione femminile è emersa con chiarezza. È stata notata la presenza di una sola regista in concorso, May el-Toukhy, vincitrice del prestigioso Leone d’oro con Woman Unknown, opera candidata dalla Danimarca per l’Oscar al film straniero. La rappresentanza è stata poi integrata dall’israeliana Rachel Szor, co-regista di Naza, premiato dalla giuria. Questi *pochi esempi* hanno riacceso il dibattito, estendendolo all’intera filiera produttiva e richiamando l’attenzione sulla scarsità di figure femminili di spicco nel cinema italiano, oltre a Paola Cortellesi e Alice Rohrwacher.

Iniziative e voci dal settore: il Premio Solinas e le testimonianze

Nel contesto di ricerca e valorizzazione dei nuovi talenti, il Premio Solinas, laboratorio di sviluppo creativo, ha evidenziato un segnale positivo. È stato sottolineato il "podio" interamente femminile di autrici nell’ambito di Experimenta Serie, iniziativa giunta alla nona edizione e realizzata in partnership con Rai Fiction, dedicata allo sviluppo e alla produzione di piloti per serie originali Rai Play. La regista Levi Riso ha dichiarato: “Ci sono tanti talenti femminili che aspettano di essere rivelati”, sottolineando il potenziale inespresso. La sceneggiatrice Ippolita Di Majo, autrice di Fuori e collaboratrice a film di Mario Martone, ha collegato la presenza femminile alla necessità di promuovere sguardi femminili che offrano una rappresentazione più autentica della complessità sociale.

Sul fronte delle politiche e degli strumenti concreti, la produttrice Francesca Cima di Indigo ha richiamato l’attenzione sul programma europeo Europa Creativa Media. Questo strumento è fondamentale per promuovere la parità di genere e l’inclusione delle donne nell’industria cinematografica e audiovisiva. Un requisito chiave per l’accesso ai bandi Media prevede che le società di produzione candidate presentino e integrino una dettagliata strategia di inclusione e parità di genere. Cima ha evidenziato come la sfida non si limiti alla sola rappresentanza femminile, ma si estenda alla necessità di garantire una maggiore inclusione di più voci e prospettive diverse nel cinema italiano, arricchendo il panorama narrativo e tematico.