Il volume Sopravvissuti. Cronache di seconde occasioni, curato da Paolo Cagnan e pubblicato dal Gruppo Nem, si presenta come un'opera collettiva frutto del lavoro di giornaliste e giornalisti dei quotidiani del gruppo. Realizzato da Nord Est Multimedia in collaborazione con Editoriale Programma, il libro è distribuito in abbinamento con i quotidiani del Gruppo a partire dal 15 settembre. Una scheda di presentazione ne indica il prezzo di 10,90 euro e un totale di 168 pagine.

L'opera raccoglie venti storie di persone comuni che hanno affrontato eventi traumatici, esperienze estreme, lutti profondi o tragedie collettive.

Il fulcro del volume è il racconto del percorso di ripartenza e di ricostruzione intrapreso dai protagonisti dopo l'evento che ha segnato le loro vite. Questa nuova fase è spesso caratterizzata da fatica, memoria costante e, in alcuni casi, da un profondo senso di colpa. Le vicende narrate si collocano prevalentemente tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, ma includono anche esperienze legate a luoghi e tragedie avvenute al di fuori del Nordest, richiamate attraverso il vissuto personale dei protagonisti.

La prefazione e la struttura narrativa

La prefazione del volume è affidata al fotografo Massimo Sestini, che condivide la sua personale esperienza di sopravvivenza. Sestini racconta un incidente subacqueo avvenuto nel lago di Lavarone, in Trentino, durante il quale il suo cuore si fermò per circa cento secondi.

In quei drammatici istanti, una videocamera programmata per scattare ogni tre secondi continuò a registrare immagini, creando quella che Sestini stesso definisce il suo “selfie dall'oltretomba”.

Il libro è strutturato in quattro sezioni tematiche, ognuna delle quali esplora diverse sfaccettature della sopravvivenza. La prima sezione, intitolata Non era adesso, si concentra sulla casualità che spesso determina la sopravvivenza in situazioni estreme. Tra le storie qui presentate spiccano quella di Adriano Dal Cin, che trascorse tre notti da solo a 8.000 metri sull’Everest, e quella di Massimo Lionello, scampato a uno schianto aereo che lo vide precipitare su una quercia secolare. Viene inoltre raccontata la vicenda di Christian Marchetti, vittima dello scandalo delle valvole cardiache killer.

Dalle tragedie collettive alla rinascita e al ricordo

La seconda sezione, I custodi della memoria, è dedicata alle testimonianze di coloro che sono scampati a grandi tragedie collettive. Questa parte del volume include il racconto del terremoto del Friuli del 1976, vissuto attraverso gli occhi di Maira Trevisan, salvata quando aveva appena quindici giorni di vita. Un'altra storia toccante è quella legata al disastro del Vajont, con il ricordo del braccialetto di Rosa ritrovato nel fango e affidato a Franca Filippin. Si menziona anche il bombardement