La collezione Primavera-Estate 2027 di Ferragamo, ideata dal direttore creativo Maximilian Davis, è stata presentata alla Triennale di Milano. La sfilata, che ha avuto luogo il 26 settembre 2026, trae ispirazione dagli anni Quaranta, focalizzandosi in particolare sul linguaggio delle uniformi e dell’abbigliamento da lavoro dell’epoca. L’idea centrale è una rilettura contemporanea di forme strutturate, caratterizzate da una vita alta e una postura definita, con il punto vita sapientemente evidenziato da doppie cinture.

Secondo Davis, il cuore del suo lavoro risiede in un’interpretazione dell’abito dove la struttura non si limita a una funzione puramente estetica.

Il direttore creativo ha spiegato di essersi concentrato su un periodo storico “in cui l'abbigliamento e la sua struttura definivano postura e decoro: la posizione di una tasca poteva influenzare sia il modo di stare in piedi sia quello di comportarsi”. Da questa profonda analisi scaturisce la volontà di intervenire sulla silhouette storica, non riproducendola in modo letterale, ma piuttosto “riprendendo alcuni elementi di quella silhouette e attualizzandoli”.

La collezione traduce concretamente questo riferimento in capi dal taglio aderente e dalla vita alta, con una meticolosa attenzione alla costruzione del corpo. Dettagli di ispirazione militare, come le tasche, compaiono su gonne a matita e capispalla.

I gilet utility vengono integrati sotto completi sartoriali, mentre i trench si aprono in ampie svasature. Il vocabolario del lavoro e dell’uniforme viene così trasposto in un contesto di passerella, dove la funzione originaria si trasforma in un potente segno grafico, e la costruzione del capo diventa l’elemento chiave che definisce movimento, linea e proporzioni.

Al rigore formale della matrice degli anni Quaranta si affiancano materiali e dettagli dalla connotazione più fisica e sensuale. Tra gli elementi distintivi della proposta figurano la gomma traslucida dai toni clinici, eleganti camicie in pelle e cravatte in pitone lucido. La sezione più fluida della collezione introduce raffinati drappeggi su abiti in seta, giubbini di pelle e sontuosi abiti ricamati di paillettes che culminano in un lungo strascico.

La sfilata di Ferragamo opera quindi su un delicato equilibrio tra disciplina formale e sensualità dei materiali, mantenendo sempre al centro il tema fondamentale della struttura.

La Triennale di Milano: uno spazio per la moda costruita

La scelta della Triennale di Milano come cornice per la presentazione della collezione non è casuale, ma colloca l’intera proposta in un luogo intrinsecamente legato al progetto, al design e alla cultura materiale. In questo contesto, il riferimento all’abbigliamento da lavoro degli anni Quaranta acquisisce un significato ancora più profondo, sottolineando come la struttura e la funzione possano essere elevate a espressione di design e arte, in linea con la visione di Maximilian Davis.