L'attore Franco Nero ha celebrato il 22 settembre 2026, presso il Ministero della Cultura, l'assegnazione della sua Stella sulla Hollywood Walk of Fame. Questo prestigioso riconoscimento corona una carriera straordinaria che ha attraversato oltre sessant’anni di cinema e produzioni internazionali. La cerimonia si è tenuta nella suggestiva sala della Crociera, situata in via del Collegio Romano 27 a Roma, alle ore 11.30. Erano presenti il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il Sottosegretario Lucia Borgonzoni e lo stesso attore. Nero ha ripercorso il proprio cammino artistico, che lo ha visto impegnato nella recitazione, regia, scrittura e produzione, definendosi un vero “uomo di cinema” e esprimendo la sua profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto.
Un tributo ai maestri: Olivier e Huston
Il significativo riconoscimento hollywoodiano è stato dedicato da Nero a due figure che egli considera decisive per la sua formazione e il suo percorso professionale: Laurence Olivier e John Huston. Dell'illustre Olivier, l'attore ha ricordato un consiglio fondamentale che lo spinse a non rimanere confinato nell'immagine stereotipata dell'eroe dal volto vincente e immutabile. Al contrario, Olivier lo incoraggiò a intraprendere la strada di un attore versatile, capace di trasformarsi e interpretare ruoli diversi. Nero ha sintetizzato quel momento cruciale con una frase incisiva: “che monotonia!”, spiegando di aver fedelmente seguito quel prezioso suggerimento.
Questa indicazione ha plasmato una parte essenziale della sua lunga carriera, costruita su una varietà di personaggi e su una presenza costante sia nel cinema italiano che sui set internazionali.
Il secondo omaggio è stato rivolto a John Huston, il celebre regista che lo scelse per il film La Bibbia e che gli fornì un prezioso aiuto nella preparazione linguistica in vista della sua partecipazione a Camelot. Nero ha rammentato i dischi con registrazioni shakespeariane in inglese, strumenti che si rivelarono estremamente utili per affrontare quella fase della sua carriera. L'aneddoto, legato all'incontro con Huston, è stato presentato come un vero e proprio snodo concreto: l'ingresso in una dimensione artistica internazionale che richiedeva non solo una forte presenza scenica, ma anche una solida padronanza della lingua inglese e una notevole adattabilità professionale.
La filosofia di un "trattore" del cinema
Nel ripercorrere la sua ricca traiettoria artistica, Franco Nero ha menzionato anche il suo cameo nel film Django Unchained di Quentin Tarantino, un chiaro segno del legame indissolubile che persiste tra il suo nome e l'iconico immaginario di Django. La formula scelta dall'attore per descrivere il suo instancabile modo di lavorare è stata altrettanto diretta e rivelatrice: “sono un trattore, non mi fermo”. Questa immagine potente restituisce l'idea di un percorso professionale proseguito senza interruzioni sostanziali, caratterizzato da un'incessante attività tra ruoli interpretati, regie, scrittura e produzione, testimoniando una dedizione continua al mondo del cinema.