Gianmarco Spallacci, compositore nato nel 1995 e originario di Mondavio, ha trionfato nella sezione A del decimo Concorso Internazionale di Composizione “Poesia in musica: verso l’Assoluto di Mauro Crocetta”, conclusosi ad Ascoli Piceno sabato 26 settembre 2026. Spallacci ha conquistato il primo posto con l’opera “Come acqua tra le crepe”, precedendo Emanuele Stracchi di Terni e Andrea Montalbano di Sciacca, classificandosi al secondo e terzo posto.
Il trentunenne vincitore, musicista e contadino, è diplomato in organo e composizione organistica al Conservatorio “G.
Rossini” di Pesaro. Le composizioni finaliste si sono ispirate ai versi di Mauro Crocetta, in particolare a “Cade come acqua”, tratto dalle raccolte “Verso l’ultimo approdo” ed “Elegie per un inverno” del 1964. La giuria tecnica è stata presieduta dal maestro Andrea Talmelli.
Esecuzioni e premi per la sezione B
I brani finalisti sono stati eseguiti dai musicisti del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, con Maria Stella Piergiovanni al flauto, Nico Settimi al clarinetto e Jacopo Muratori al violoncello. Per la sezione B, dedicata alla creazione intermediale di musica acusmatica e immagini, il premio è stato conferito a Stefano Pavarini e Roberto Rossi. I due architetti milanesi, promotori del melologo, hanno presentato “AB-SOLUTUS”, ispirato alla scultura “O buon Apollo”, realizzata da Crocetta nel 1997.
L’opera, fusione avveniristica di elementi urbani e sonori, ha rispecchiato l’intento del direttore artistico Lamberto Lugli di favorire l’incontro tra diverse culture musicali.
Il Premio Cultura 2026 a Dario Dardust Faini
Un momento clou della serata è stata la consegna del Premio Cultura 2026 al musicista ascolano Dario Dardust Faini. La motivazione ha evidenziato come Faini tragga linfa vitale dalle proprie radici per la sua musica, trasformando il pianoforte con l’elettronica in un nuovo mezzo di espressione emotiva, creando “spazi dell’anima”.
L’edizione del decennale ha registrato un successo straordinario, con pubblico record e notevole copertura mediatica. Il concorso ha consolidato la sua valenza internazionale grazie alla presenza del maestro Pavel Trojan del Conservatorio di Praga.
Il successo è stato attribuito alla passione e determinazione di Maria Rosaria Sarcina, presidente della Fondazione Crocetta, anima della manifestazione.
La serata si è aperta con l’anteprima assoluta di “Victimae Paschali”, composizione inedita di Luca Pontolillo, vincitore della scorsa edizione, eseguita da un quartetto di sassofoni. Davide Pompei, giovane allievo dello “Spontini”, ha presentato una sua composizione.
L’attesa per Dario Faini era grande. Il musicista ha ripercorso i suoi primi studi all’Istituto “Gaspare Spontini”, ricordando un ambiente rigoroso ma costruttivo, fondamentale per il suo percorso che lo ha portato a spaziare dal classico al pop, connettendo mondi musicali diversi, ispirato da David Bowie.
Un momento di profonda commozione ha segnato l’incontro con la sua ex insegnante, Anna Maria Tarquini Bucci, novantunenne, presente alle prove.
Un’ovazione ha accolto il dottor Piero Galieni, direttore di Ematologia dell’Ospedale “Mazzoni” e membro del comitato scientifico dell’AIL, riconosciuto per il suo impegno e per il ruolo di Faini nei memorial benefici. Dopo il suo intervento, Faini ha incantato la platea al pianoforte, stringendo il bassorilievo “Pace”, simbolo del Premio Cultura. L’opera, realizzata da Mauro Crocetta nel 1990, esprimeva la convinzione che arte e cultura fossero gli unici mezzi per la dignità e il futuro dell’umanità.
Il tema della pace era stato anticipato da una coreografia delle allieve della professoressa Maria Luigia Neroni, sulle note di “Teardrop” dei Massive Attack e con un’immagine di Banksy.
Come sottolineato dalla presidente Maria Rosaria Sarcina, l’arte di Crocetta continua a scuotere e provocare emozioni in un mondo globalizzato e indifferente, dimostrando che la capacità di comunicare sentimenti è il maggior successo della manifestazione.