Martina Pennisi firma per Solferino Il grande inganno dell'AI. Come l'intelligenza artificiale può migliorarci la vita (anziché rovinarcela), un saggio di 192 pagine, in vendita a 17 euro. Il volume si propone come manuale per orientarsi in una tecnologia che, da ambito specialistico e funzionalità per smartphone, è ora al centro del dibattito pubblico per le sue conseguenze politiche, economiche, sociali e di sicurezza. L'autrice evidenzia come, nonostante la pervasività, le risposte istituzionali restino frammentate.
Pennisi, vice caporedattrice al Corriere della Sera, monitora da quasi quindici anni l'evoluzione del digitale e il suo impatto sulla società.
Il suo saggio si configura come una "cassetta degli attrezzi" per comprendere che cos'è l'intelligenza artificiale, come funziona e chi la controlla. Il libro analizza i soggetti che guidano la competizione: dalle grandi aziende come Anthropic, OpenAI, Meta, Google e XAI, al confronto tra potenze geopolitiche, al ruolo dei laboratori di ricerca e alla cruciale corsa ai chip, elementi chiave nello sviluppo dell'AI.
Il percorso del libro traccia l'evoluzione dell'AI da Alan Turing ai centri di sviluppo contemporanei, dai colossi della Silicon Valley alla Cina, fino alle sfide della regolazione internazionale. Un aspetto centrale è il “grande inganno dell'AI conversazionale”, emerso con la diffusione di ChatGpt dal 2022 e l'arrivo di una "invasione aliena" di chatbot.
Questi strumenti, con la loro interfaccia semplice, danno l'impressione di sapere e comprendere, ma sono in realtà basati su complessi modelli statistici, privi di reale cognizione.
Il saggio affronta anche le ricadute dell'AI sul lavoro e sull'informazione. La trasformazione genera preoccupazione, persino tra i fruitori più giovani, come dimostrato dai fischi a esponenti tecnologici nelle università statunitensi. Il tema tocca inoltre aspetti cruciali quali l'accuratezza, la neutralità, la privacy e il diritto d'autore, influenzando profondamente il modo in cui impariamo, ci informiamo, comunichiamo e modifichiamo il linguaggio.
Dal chatbot all'illusione della conversazione
Il volume di Pennisi evidenzia la distanza tra l'aspetto familiare delle interfacce utente e il meccanismo sottostante, basato su modelli statistici.
Questa discrepanza crea l'illusione di una conversazione autentica e di una comprensione quasi umana, condizionando la percezione pubblica dell'intelligenza artificiale. L'autrice invita a una riflessione critica, mostrando come l'apparente semplicità di questi strumenti mascheri operazioni complesse e promuovendo un uso consapevole per distinguere funzionalità tecnica da percezione emotiva.