Il Consiglio di amministrazione del Kennedy Center ha votato il 15 settembre 2026 la chiusura immediata e a tempo indeterminato dell’edificio a New York. La decisione, comunicata alle 20:43 dalla Redazione ANSA, riguarda il complesso, descritto come un edificio monumentale in marmo bianco sul Potomac e costruito come memoriale al presidente John F. Kennedy. La chiusura coinvolge tutti i visitatori e deriva da un voto del board, che ha richiamato problemi di sicurezza e difficoltà finanziarie.
L’esito del voto è stato confermato da un portavoce della deputata democratica dell’Ohio Joyce Beatty, membro ex officio del Consiglio di amministrazione.
Il board ha motivato la chiusura totale del complesso con la necessità di evitare che le condizioni dell’edificio rappresentino un rischio per i dipendenti e per il pubblico, ritenendo il provvedimento “necessario per tutelare i dipendenti e il pubblico”.
La decisione del Consiglio di Amministrazione
La chiusura è stata decretata con effetto immediato e senza una data di riapertura definita, rendendola quindi a tempo indeterminato. Il provvedimento interessa l'accesso all'intero complesso del Kennedy Center, non limitandosi a singole aree. Le ragioni principali addotte dal Consiglio di Amministrazione sono duplici: le condizioni di sicurezza della struttura e le difficoltà finanziarie che l'istituzione sta affrontando.
La decisione è strettamente legata alla percezione di un potenziale pericolo che lo stato attuale dell'edificio potrebbe comportare per coloro che vi lavorano e per il pubblico che lo frequenta.
Il Kennedy Center è noto per essere una struttura imponente in marmo bianco, situata sulle rive del Potomac, e ricopre un ruolo commemorativo in onore di John F. Kennedy. La comunicazione relativa al voto del Consiglio inserisce, pertanto, la chiusura nel contesto della gestione complessiva dell'edificio e delle sue condizioni strutturali e finanziarie, senza fornire indicazioni su una possibile data di riapertura.
Il contesto della riunione e la disputa sul nome
La riunione del board, tenutasi martedì 15 settembre 2026, si è svolta in un clima segnato non solo da problemi finanziari, ma anche da una significativa disputa sull’inserimento del nome del presidente Donald Trump nella denominazione o all'interno degli spazi del centro.
Fonti vicine alla questione hanno rivelato che alla riunione hanno partecipato anche il presidente Donald Trump e il segretario al Commercio Howard Lutnick.
Un elemento cruciale emerso prima della riunione è stata la decisione del giudice federale Christopher Cooper, il quale aveva bloccato l’aggiunta del nome di Trump alla struttura o ai terreni del Kennedy Center senza la necessaria autorizzazione del Congresso. Questo retroscena evidenzia la complessità delle dinamiche che hanno portato alla drastica decisione di chiusura.