Il regista russo Ilya Khrzhanovsky ha presentato a Venezia il suo controverso film Dau, selezionato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La sua presenza al Lido è stata accompagnata da significative polemiche, in particolare le contestazioni sollevate dal governo ucraino, che ha definito l’opera uno strumento di propaganda filorussa. Tuttavia, tali accuse sono state fermamente respinte sia dal direttore della Mostra, Alberto Barbera, sia dallo stesso Khrzhanovsky.

Durante la conferenza stampa tenutasi in occasione del debutto del film, il cineasta ha affrontato direttamente le polemiche, ricondandole alla sua ben nota posizione sul conflitto.

Khrzhanovsky, un dissidente dichiarato, ha ribadito di aver più volte spiegato la sua decisione di rinunciare alla cittadinanza russa come atto di protesta esplicito contro la politica della Federazione Russa e, in particolare, contro la guerra. Ha dichiarato con chiarezza: “La mia posizione sulla guerra è sempre stata molto chiara, da ancor prima dell'invasione del 2022”. Il regista ha inoltre espresso il suo profondo auspicio per l’Ucraina, definendo il conflitto in corso una guerra “terribile e sanguinosa”. Per il Paese, ha invocato con forza pace, indipendenza, un futuro migliore e la vittoria in questa drammatica situazione.

Il progetto Dau: un'opera monumentale e la sua genesi

Per Ilya Khrzhanovsky, nato nel 1975, l’arrivo di Dau alla Mostra di Venezia segna la conclusione di un ciclo multidisciplinare e ambizioso, sviluppato nell’arco di oltre vent’anni.

Il regista ha illustrato come le riprese principali del progetto si siano concluse già nel 2011, ben quindici anni prima della sua presentazione veneziana. Successivamente, il lavoro si è concentrato sull’evoluzione di Dau in un vasto progetto artistico che include installazioni, pubblicazioni e altre componenti creative, arricchendo l’opera ben oltre la sua dimensione cinematografica. Una parte di riprese più recenti è stata poi integrata nel materiale già strutturato, completando così l’ampio affresco narrativo.

L’idea originale del film è nata come una biografia del celebre fisico premio Nobel Lev Landau. Il ruolo del protagonista è interpretato dal direttore d’orchestra e attore greco-russo Teodor Currentzis, che ha dato vita al personaggio sullo schermo.

La narrazione di Dau ripercorre la vita di Landau in un arco temporale che va dal 1928 al 1968, ambientata nell’Unione Sovietica. Il film esplora sia la dimensione pubblica che quella strettamente privata del fisico, offrendo uno sguardo approfondito sulla sua esistenza in un periodo storico complesso. Il cast dell'opera include anche altri nomi di rilievo come Radmila Shchogolieva, Anatoly Vasiliev e Maria Nafpliotou, che contribuiscono a dare corpo a questo monumentale progetto cinematografico.