Un’operazione condotta dalla polizia penitenziaria nella casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa, ha portato al fermo di un drone che trasportava un ingente carico illecito. L’intervento, avvenuto nella notte di ieri, ha permesso di intercettare quasi un chilogrammo di hashish, diversi telefoni cellulari e router wifi, destinati presumibilmente all’interno dell’istituto penitenziario.
La notizia del sequestro è stata diffusa dall’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp) il 28 settembre 2026. L’episodio sottolinea la crescente sfida rappresentata dall’uso di tecnologie avanzate per tentare di introdurre contrabbando nelle carceri italiane.
Il velivolo è stato bloccato all’interno del perimetro della struttura, impedendo che il suo contenuto giungesse a destinazione e compromettesse la sicurezza carceraria.
Il carico intercettato e la risposta della Polizia Penitenziaria
Il drone, fermato prima che potesse completare la sua missione, trasportava un carico variegato e pericoloso. Nel materiale intercettato figuravano quasi un chilogrammo di hashish, una quantità significativa di sostanza stupefacente, oltre a numerosi telefoni cellulari e router wifi. Questi dispositivi di comunicazione avrebbero potuto alterare gravemente l’ordine e la disciplina all’interno della casa circondariale di Cavadonna. L’operazione ha evidenziato la costante vigilanza e l’efficacia del personale della polizia penitenziaria in servizio a Siracusa, che ha agito con prontezza.
Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp, ha commentato l’esito positivo dell’intervento, attribuendolo direttamente all’efficienza del sistema di sicurezza dell’istituto e alla prontezza degli agenti. Argentino ha dichiarato: “Ancora una volta il sistema di sicurezza e la prontezza dei nostri agenti hanno fatto la differenza”. Ha inoltre indicato il tentativo come un episodio andato a vuoto, riferito all’uso di nuove strade tecnologiche da parte della criminalità per violare i perimetri carcerari.
Le dichiarazioni dell’Osapp sulla minaccia dei droni
Le affermazioni dell’Osapp evidenziano la serietà della minaccia rappresentata dall’introduzione di droga e strumenti di comunicazione negli istituti penitenziari tramite droni.
Argentino ha ribadito che la criminalità cerca costantemente nuove strade tecnologiche per oltrepassare i perimetri degli istituti. Nonostante le note criticità operative, la risposta della polizia penitenziaria di Siracusa rimane ferma e implacabile di fronte a questi tentativi di violazione, a dimostrazione della determinazione delle forze dell’ordine nel contrastare tali pratiche illecite.
Gianluca Sommariva, rappresentante sindacale dell’Osapp, ha ulteriormente sottolineato come l’introduzione di droni rappresenti un problema significativo per la sicurezza degli istituti penitenziari. Questa tipologia di attività illecita, come dimostrato dal recente sequestro, evidenzia la costante necessità di vigilanza e la professionalità del personale in servizio, impegnato quotidianamente a mantenere l’integrità e la sicurezza delle strutture carcerarie.