La mostra Mario Ceroli {IO} apre negli spazi di 21Art Roma, in largo della Fontanella Borghese, con un percorso dedicato al rapporto tra l’artista e la Capitale. L’esposizione, visitabile dal 15 ottobre 2026 al 5 febbraio 2027, riunisce quindici opere tra sculture e installazioni site-specific, in gran parte inedite e di recente realizzazione. La presentazione a Roma il 14 ottobre 2026 ha segnato il ritorno di Mario Ceroli in una galleria privata romana dopo oltre vent’anni, configurandosi come un omaggio alla Capitale tra memoria e sperimentazione.
Curata da Cesare Biasini Selvaggi, la rassegna attraversa quasi settant’anni di ricerca artistica senza essere una retrospettiva tradizionale. Il percorso mette in relazione lavori storici e nuove creazioni, con opere che dialogano e assumono identità diverse nell’allestimento. Ceroli ha definito ogni mostra come occasione per dedicarsi a “un lavoro nuovo, a una storia nuova”, collegando l’esposizione a un modo rinnovato di operare e condividere.
Roma: memoria, sperimentazione e teatro
Al centro della mostra c’è il rapporto dell’artista con Roma, città della sua formazione. Il progetto intreccia memoria, sperimentazione e rinnovamento, con una concezione teatrale dell’opera. Sculture e installazioni non sono presentate come oggetti isolati, ma come presenze che interpretano ruoli diversi nel percorso espositivo.
Biasini Selvaggi sintetizza questa impostazione con la frase “opera d'arte totale”, riferita alla struttura scenica delle mostre di Ceroli.
Tra i lavori figurano Un anno d’amore (installazione di 987 elementi metallici, rilettura di un’opera del 1972, trasformata in un diario di incontri), Labirinto, Le campane di Trinità dei Monti e Pensiero a Fabrizio De André, omaggio al cantautore. Il blu unisce il percorso espositivo, colore legato al cielo della Capitale e alla tradizione pittorica italiana. Il progetto, concepito per gli spazi di 21Art Roma in dialogo con il curatore, valorizza la galleria. L'allestimento rispecchia la visione di Mario Ceroli e il suo legame con la città. La scelta di opere significative, con novità e installazioni site-specific, rafforza il carattere unico di questo evento nel panorama romano.