Il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) in Italia ha raggiunto nel 2024 un valore economico complessivo stimato in 21,8 miliardi di euro. Questa cifra, pari allo 0,99% del Prodotto Interno Lordo (PIL), è stata accertata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) nella seduta del 21 ottobre 2026. Si registra una crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente, un incremento superiore a quello dell’economia nazionale nel suo complesso. La novità più significativa riguarda la ridistribuzione delle risorse: per la prima volta, la quota maggiore del SIC appartiene a una piattaforma online, Alphabet/Google, che si attesta al 12,4%, superando la Rai, scesa al secondo posto con il 12%.

Questo sorpasso segna un passaggio cruciale nell’equilibrio economico del sistema dei media italiani. Meta/Facebook, con il 9,7% del totale, compie un balzo dal quinto al terzo posto, superando Comcast/Sky e Fininvest, che si posizionano rispettivamente al 9,4% e al 9,2%. Analizzando i dettagli, Alphabet/Google ha registrato una crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2023, mentre la Rai ha subito un arretramento di 0,3 punti percentuali. Meta/Facebook spicca per l’aumento più consistente tra i principali operatori, pari a 1,1 punti percentuali; Comcast/Sky avanza di 0,1 punti percentuali, mentre Fininvest mostra una lieve contrazione di 0,2 punti percentuali.

La Spinta della Pubblicità Online

La crescita complessiva del SIC è trainata in modo preponderante dalla pubblicità online, che ha raggiunto quasi 8 miliardi di euro. Questo comparto rappresenta il 36,6% del sistema e ha registrato un’espansione del 12,6%. Tale dato conferma il ruolo sempre più centrale della raccolta pubblicitaria digitale, ampliando il divario rispetto alla pubblicità sui mezzi tradizionali. Quest’ultima, pur in aumento, ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro, con un progresso del 3,4%. Parallelamente, si osserva una crescita anche nei ricavi derivanti dalle offerte televisive a pagamento, sia satellitari che online, dall’editoria elettronica, dal box office cinematografico e dalle entrate provenienti da fondi pubblici. Nonostante questi progressi, il quadro generale non si presenta omogeneo.