Alaa Faraj si è aggiudicato il primo premio della nona edizione del concorso letterario nazionale Opera Prima “Severino Cesari” con il suo romanzo Perché ero ragazzo, pubblicato da Sellerio. La proclamazione è avvenuta a Perugia il 18 ottobre 2026, nell’ambito di UmbriaLibri, confermando il riconoscimento dedicato agli esordi narrativi italiani. Alla premiazione, il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, ha evidenziato il valore letterario dell’opera e la forza del suo messaggio civile e politico.

Il libro di Faraj ha prevalso nella terna finale, che includeva anche Sinnada di Maria Spissu Nilson e Latte di Marina Zucchelli.

La giuria di questa edizione è stata presieduta dalla scrittrice Simona Vinci. Il riconoscimento, intitolato alla memoria di Severino Cesari, curatore editoriale umbro, mantiene al centro l’attenzione verso autrici e autori al debutto nella narrativa, promuovendo le nuove voci della letteratura.

La motivazione del premio si lega ai temi cruciali affrontati da Perché ero ragazzo: profughi, guerre, dignità umana e la funzione rieducativa della pena. L’opera è stata indicata come un testo capace di unire racconto personale e dimensione pubblica, portando nella forma narrativa questioni che attraversano il presente. Tra queste, la condizione di chi fugge dai conflitti, il rapporto tra giustizia e responsabilità, e la possibilità di restituire centralità alla persona anche nei percorsi segnati dalla detenzione e dalla marginalità.

La cerimonia a Palazzo Graziani

L’appuntamento del Premio Letterario Nazionale Opera Prima “Severino Cesari” si è tenuto il 18 ottobre 2026, alle ore 11:00, nella Sala delle Colonne di Palazzo Graziani, in Corso Pietro Vannucci, 47, a Perugia. La cerimonia ha riunito i finalisti, la presidente dell’Associazione Severino Cesari, Emanuela Turchetti, e la giuria composta da Daria Bignardi, Carolina Cucinelli, Mattea Fo, Antonella Lattanzi, Laura Meloni e Daniele Mencarelli.