Il mezzosoprano italiano Annalisa Stroppa si prepara a tornare sul prestigioso palco del Teatro Colón di Buenos Aires per interpretare Les Contes d’Hoffmann (I racconti di Hoffmann) di Jacques Offenbach. L'artista sarà protagonista in quattro recite, in programma per lei il 9, l’11, il 13 e il 15 ottobre 2026. Alla vigilia di questo importante debutto, Stroppa ha offerto una profonda riflessione sul valore intrinseco dell'arte, affermando con convinzione: «Non si può vivere senza arte». Ha poi aggiunto che l'arte «trascende il tempo e lo spazio», parlando in modo universale dell'umanità, dei suoi amori, dei dubbi e delle paure più recondite.

Questa nuova produzione riporta Stroppa in uno dei templi lirici più significativi dell'America Latina, dove sarà impegnata in un doppio ruolo di grande complessità: la Musa, personificazione dell'arte stessa, e Nicklausse, l'amico fedele di Hoffmann, identità assunta dalla Musa per guidare il protagonista. La cantante ha descritto questi personaggi come «impegnativi e contrastanti tra loro», richiedendo un'intensità emotiva, fisica e vocale notevole. La Musa, nelle sue parole, si manifesta come una figura luminosa ed eterea, mentre Nicklausse si distingue per essere svelto, conciso e pragmatico. Stroppa ha inoltre evidenziato il piacere di affrontare un ruolo maschile, un'esperienza che ha già avuto modo di vivere e che considera una sfida interpretativa di grande rilevanza.

L'allestimento vede la partecipazione del direttore d’orchestra Carlo Montanaro, che avrà il compito di guidare il complesso musicale del Teatro Colón. La firma scenica è quella dell'artista argentino Eugenio Zanetti, che ha curato la regia, la scenografia, i costumi e l'intero apparato visivo. La sua scomparsa improvvisa, avvenuta durante la fase di preparazione dello spettacolo, è stata ricordata da Stroppa come un momento «triste e scioccante». L'artista italiana ha raccontato di aver costruito con Zanetti, durante i giorni di lavoro, un legame forte e profondo. Questa produzione si inserisce, inoltre, in un contesto di crescente cooperazione tra il principale teatro lirico argentino, le istituzioni culturali e gli artisti italiani.

Il legame speciale con il Teatro Colón

Per Annalisa Stroppa, questa rappresenta la quarta volta sul palco del Teatro Colón. La sua ultima apparizione risale all'anno precedente, quando ha vestito i panni di Charlotte nell'opera Werther di Jules Massenet. Il rapporto con la storica sala di Buenos Aires occupa un posto di rilievo nel suo percorso artistico. «È un teatro che mi incanta», ha dichiarato, esprimendo ammirazione per la precisione tecnica del personale e per l'energia coinvolgente del pubblico, elementi che rendono ogni esibizione un'esperienza unica.