La poetessa canadese Anne Carson ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2026. Nelle sue prime dichiarazioni dopo l’annuncio dell’8 ottobre 2026, Carson ha annunciato di voler devolvere in beneficenza le 12 milioni di corone svedesi del riconoscimento. La 76enne scrittrice si trovava nella sua casa di Reykjavík con il marito Robert Currie. Ha motivato la scelta citando l'aiuto a "un amico che ha bisogno di una casa" e il sostegno a "organizzazioni come Doctors Without Borders". Per celebrare, Carson ha dichiarato che avrebbe fatto una passeggiata nei boschi per evitare il telefono, per "ascoltare il silenzio".

L’Accademia di Svezia ha assegnato il Nobel a Carson per "la sua audace e inventiva opera che, in un giocoso dialogo con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea". La motivazione sottolinea l'unione di poesia, racconto, saggio, traduzione e mito antico che caratterizza la sua scrittura. Carson era tra le favorite e diventa la diciannovesima donna a ricevere il Nobel per la Letteratura, seconda canadese dopo Alice Munro (2013).

La notizia le è giunta in Islanda, mentre era "ad ascoltare il vento", poco prima dell’annuncio ufficiale. Ingrid Carlberg, segretaria permanente dell’Accademia Svedese, ha riferito di averle parlato al telefono: "È rimasta sorpresa, ma molto felice.

L’ho percepito dalla sua voce". Uno dei suoi libri più letti, Autobiografia del rosso, contiene una frase chiave: "La realtà è un suono, devi sintonizzarti su di esso, non continuare a urlare", che riassume efficacemente il rapporto tra ascolto, lingua e forma nella sua opera.

Una scrittura tra poesia, mito e filologia

Nata a Toronto nel 1950, laureata in lettere classiche, Anne Carson è poetessa, saggista, traduttrice dal greco antico e docente universitaria. La sua opera si distingue per un'attenzione costante all’etimologia, alla cultura antica e alle figure del mito, da Saffo a Edipo, da Gerione a Euripide. La sua scrittura colloca spesso personaggi e testi classici in situazioni contemporanee, con una profonda riflessione sul linguaggio. L'Accademia ha evidenziato questo aspetto distintivo della sua produzione, un dialogo innovativo con le radici della letteratura.