A Ca’ Giustinian, nel cuore di Venezia, il 12 ottobre 2026 si è tenuta la cerimonia di consegna dei prestigiosi riconoscimenti della Biennale Musica 2026. L'artista giapponese Keiji Haino è stato insignito del Leone d’oro alla carriera, mentre la compositrice e organista canadese Sarah Davachi ha ricevuto il Leone d’argento. L'evento, parte integrante del programma diretto da Caterina Barbieri, ha celebrato due percorsi artistici distinti ma profondamente connessi alla ricerca sonora, all'esplorazione dell'ascolto e alle nuove frontiere della composizione contemporanea.

Keiji Haino, all'età di 74 anni, è stato premiato per il suo «contributo pionieristico ai linguaggi del noise e della sperimentazione radicale». La motivazione, espressa dalla direttrice Caterina Barbieri, ha messo in luce una carriera straordinaria che si estende per oltre cinquant'anni, caratterizzata da un'intensa attività concertistica a livello internazionale. Attraverso la sua opera, Haino si è affermato come una figura di riferimento e di grande influenza nel panorama della musica contemporanea, sviluppando una poetica fondata sui principi di libertà, radicalità e una profonda attenzione alla forza autonoma e intrinseca del suono.

Il riconoscimento al maestro Haino si lega direttamente al tema scelto per la Biennale Musica 2026, intitolato «A Child of Sound».

Questa tematica evoca l'infanzia come metafora di una potenza creativa inesauribile, non addomesticata e intrinsecamente irriverente. La direttrice Barbieri ha inoltre evidenziato un aspetto cruciale del pensiero dell'artista: Haino ha sempre rifiutato il termine «improvvisazione» per descrivere il proprio lavoro, preferendo invece il concetto giapponese di «nazoranai». Questo termine, che può essere tradotto come «non tracciare» e «non ripetere», esprime la convinzione che il suono possieda una propria volontà intrinseca, e che l'artista debba porsi in una posizione di ascolto e seguire la sua espressione, piuttosto che tentare di dominarlo.

Il Leone d’argento è stato conferito a Sarah Davachi, compositrice e organista canadese di 39 anni.

Il premio ha voluto riconoscere oltre un decennio di attività artistica interamente dedicata alle «intime articolazioni del tempo e dello spazio timbrico». Le sue opere sono apprezzate per la capacità di ridefinire l'esperienza dell'ascolto, attraverso un approccio che fonde ricerca storica, fenomenologia della percezione e una sperimentazione elettroacustica all'avanguardia. Questo riconoscimento valorizza una pratica compositiva meticolosa, costruita sulla durata, sulla qualità intrinseca del timbro e su un rapporto analitico e profondo con gli strumenti e gli ambienti sonori.

Il settantesimo Festival internazionale di Musica

Alla cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera ha partecipato anche l'assessore comunale alla Cultura, Paolo Romor, a testimonianza dell'importanza istituzionale dell'evento.

La premiazione si inserisce nel più ampio contesto del 70. Festival internazionale di Musica, una manifestazione di grande risonanza che celebra la musica contemporanea e le sue molteplici espressioni. Il Festival, diretto da Caterina Barbieri, rappresenta un appuntamento cruciale per l'esplorazione di nuove modalità di ascolto e di espressione artistica, offrendo una piattaforma per la sperimentazione e l'innovazione nel panorama musicale globale.