Il Museo e Real Bosco di Capodimonte arricchisce le proprie collezioni con un'acquisizione di grande rilievo: il dipinto del 1828 di Jean-Baptiste-Camille Corot, intitolato La baia di Napoli con Castel dell’Ovo. L'opera, acquistata dal Ministero della Cultura per 600.000 euro nell'estate precedente e annunciata a Napoli il 7 ottobre 2026, è stata destinata al museo grazie all'intervento della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio e alla segnalazione dell’Ufficio Esportazione di Firenze. Questa acquisizione colma una lacuna nella collezione ottocentesca di Capodimonte, introducendo un precursore della Scuola di Posillipo e protagonista del paesaggio moderno.
Il direttore Eike Schmidt ha definito l'acquisto "molto significativo per la nostra collezione dell’800", anticipandone la valorizzazione tramite una mostra in autunno e sottolineando il valore identitario e la dimensione europea dell’arte napoletana.
Il soggetto del quadro raffigura una suggestiva veduta mattutina della baia di Napoli con Castel dell’Ovo. La composizione include il castello, il litorale di Chiatamone, la curva del golfo, barche e riferimenti architettonici riconoscibili, con il Vesuvio parzialmente nascosto dagli edifici costieri. Il dipinto combina motivi nitidi con un'atmosfera diffusa. I dettagli rivelano la fine capacità di osservazione di Corot, come le barche all'orizzonte in partenza all'alba e l'orizzonte vaporoso, mostrando l'attenzione dell'artista agli effetti transitori di luce e colore e alla "luce argentea" che avrebbe segnato la sua poetica.
Corot a Napoli: l'esperienza formativa e il dialogo artistico
Jean-Baptiste-Camille Corot (Parigi, 16 luglio 1796 – 22 febbraio 1875) realizzò l’opera durante il suo primo soggiorno italiano (1825-1828). A Napoli, nella primavera del 1828, vi soggiornò per circa sette settimane, influenzato dalle descrizioni di Stendhal. Questa esperienza fu cruciale per la sua poetica, portandolo a scoprire le armonie tonali e ad affinare l'osservazione diretta del paesaggio. Le sue opere napoletane sono molto rilevanti e apprezzate dal mercato internazionale. Nel XIX secolo, Napoli fu meta privilegiata per gli artisti europei, e il suo paesaggio un luogo d'ispirazione. Qui fiorì la Scuola di Posillipo, fondata da Anton Sminck van Pitloo.
Il dialogo tra Corot e Pitloo fu cruciale per la circolazione di idee tra Francia e Napoli: dall'osservazione dal vero e il plein air della Scuola di Barbizon, alla sperimentazione dell'olio su carta intelata, tecnica usata da entrambi per cogliere la mutevolezza della luce.
A margine della presentazione dell'opera, è stata anche annunciata la mostra “Napoli tra i Borbone e la Belle Époque. Arte e Impresa, nascita di una capitale moderna”, la cui apertura è prevista per il 12 novembre.