Il Consiglio comunale di Ancona ha dato il via libera, il 13 ottobre 2026, all'aggiornamento dello Statuto della Fondazione Teatro delle Muse. Questa proposta, avanzata dalla Fondazione stessa al Comune, mira a rinnovare un impianto statutario che risaliva al 2002. L'intervento si inserisce in un percorso strategico volto a rendere più coordinato e integrato il sistema cittadino della cultura e dello spettacolo, ribadendo il ruolo della Fondazione nel quadro delle politiche culturali comunali e mantenendo il Comune come riferimento centrale dell'istituzione.
L'obiettivo primario del nuovo statuto è chiaro: "Rendere più organico, coeso e capace di progettare il futuro il sistema della cultura e dello spettacolo di Ancona". L'assessora alla Cultura, Marta Paraventi, ha sottolineato come questo aggiornamento si colleghi strettamente ad altri importanti atti comunali. Tra questi figurano il rafforzamento del bando cultura, la delibera che ha formalmente istituito il sistema culturale cittadino e il nuovo contratto per la gestione della Mole Vanvitelliana. Il quadro complessivo delineato intende coinvolgere istituzioni, luoghi, associazioni e professionalità del territorio, con l'intento di garantire maggiore stabilità alla collaborazione e alla programmazione culturale.
Il nuovo modello statutario e la governance snella
Una delle novità più significative introdotte dal nuovo statuto è il riferimento esplicito al modello della Fondazione di Partecipazione. Questa formula innovativa, pur mantenendo il Comune nel ruolo di fondatore promotore, apre le porte a un coinvolgimento più ampio della comunità, di soggetti pubblici e di soggetti privati. La revisione statutaria prevede inoltre un potenziamento delle competenze tecniche e della Direzione artistica, introducendo la possibilità di istituire comitati tecnico-scientifici. Questi organismi avranno il compito di contribuire all’elaborazione di proposte e all’approfondimento delle scelte culturali, fermo restando che la responsabilità delle decisioni finali rimarrà in capo al Consiglio di amministrazione.
La governance della Fondazione subisce una significativa riduzione nelle sue dimensioni, con l'obiettivo di renderla più agile ed efficiente. Il Consiglio di amministrazione, infatti, passa da nove a cinque componenti, di cui tre saranno espressione diretta del Comune. Anche l'organo di revisione è stato modificato: il precedente collegio dei revisori viene sostituito da un revisore unico, che conserverà tutte le funzioni di vigilanza e controllo. L'assessora Paraventi ha riassunto efficacemente il ruolo dell'ente pubblico in questa nuova configurazione, affermando che "il ruolo pubblico del Comune resta saldo e diventa il punto di riferimento di una partecipazione più ampia".