Il regista e attore Diego Luna è tornato dietro la macchina da presa per presentare alla Festa del Cinema di Roma il suo ultimo lavoro, Ceniza en la boca. L'opera cinematografica, già acclamata dopo il suo debutto al Festival di Cannes, è un adattamento dell'omonimo romanzo di Brenda Navarro e approda nella capitale italiana il 14 ottobre 2026. Luna, con la sua regia, esplora il profondo e spesso doloroso tema della migrazione, evidenziando le lacerazioni che essa provoca all'interno delle famiglie, separando genitori e figli in un viaggio di incertezze e speranze.
La migrazione, secondo la visione di Luna, non è solo un fenomeno sociale, ma una vera e propria "lacerazione familiare e politica". Al centro della narrazione di Ceniza en la boca vi è Lucila, una giovane messicana di ventun anni, interpretata con intensità da Anna Diaz. La sua storia inizia con il ricongiungimento in Spagna con la madre, emigrata anni prima. Dopo otto anni di separazione, Lucila arriva nel paese iberico insieme al fratello adolescente, trovandosi ad affrontare una realtà complessa fatta di razzismo, ipocrisie, traumi e lutti, mentre cerca disperatamente di costruire una nuova vita e trovare la propria identità in un contesto straniero.
La risonanza personale nel racconto di Lucila
Durante la presentazione del film, Diego Luna ha rivelato il profondo legame personale che lo unisce alla storia di Lucila. L'attore, noto anche per il suo ruolo nella serie Andor, ha condiviso la sua esperienza della perdita della madre all'età di soli due anni e il lungo percorso intrapreso per elaborare e comprendere quell'assenza. Questa mancanza, ha spiegato Luna, ha avuto un impatto significativo sulla sua vita, influenzando il rapporto con il padre, la sua carriera professionale e il suo approccio alla paternità. Il regista ha confessato di portare sempre con sé una domanda irrisolta, e questa dimensione intima e personale si riflette potentemente in una narrazione che esplora i temi dell'abbandono, del ricongiungimento e del gravoso peso che spesso ricade sulle spalle dei figli.
Il film segue da vicino il percorso emotivo e fisico della protagonista, dal suo arrivo in Spagna al difficile confronto con una madre che le è stata lontana per anni. La trama intreccia con delicatezza il tema del ricongiungimento familiare con la cruda realtà della precarietà quotidiana che Lucila deve affrontare. Tra le strade di Madrid e Barcellona, la giovane si orienta tra lavori fragili e la costante sensazione di distanza dal suo Messico, condividendo questa esperienza con il fratello. La loro vicenda è profondamente segnata dalla separazione originaria dalla madre, un evento che ha plasmato le loro vite e le loro aspettative.
La Spagna come crocevia della migrazione latinoamericana
Diego Luna non si limita a raccontare una storia individuale, ma inserisce Ceniza en la boca in una più ampia e critica riflessione sul ruolo della Spagna come principale porta d'accesso all'Europa per la migrazione latinoamericana. Il regista sottolinea come questa specifica traiettoria migratoria sia intrinsecamente legata anche alle politiche statunitensi e alle persecuzioni subite dalle comunità.