Simon Stone ha presentato il film 'Elsinore' alla 21ª Festa del Cinema di Roma. La pellicola, scritta da Stephen Beresford e interpretata da Andrew Scott, ricostruisce la vicenda dell’attore britannico Ian Charleson. Negli ultimi momenti della sua vita, mentre affrontava l’Aids, Charleson si preparò a interpretare il ruolo di Amleto al National Theatre di Londra. Il film, coprodotto anche da Lucky Red, è annunciato in uscita nelle sale italiane a partire dal 28 gennaio.
'Elsinore': l'arte di Ian Charleson e la memoria dell'Aids
Il cuore del film risiede nel rapporto tra un’estrema prova artistica e una condizione personale profondamente segnata dalla malattia.
Charleson scelse di confrontarsi con il personaggio di Amleto in un periodo delicato della sua esistenza, trasformando il palcoscenico in uno spazio di resistenza, profonda concentrazione e affermazione della propria identità. Stone ha voluto mettere in primo piano il valore di quella scelta, sottolineando come la storia dell’attore non riguardi unicamente una brillante carriera teatrale, ma anche il modo in cui un’intera comunità ha vissuto la paura, la solitudine e il pregiudizio durante gli anni dello stigma legato all’Aids.
Nel racconto cinematografico emerge con forza anche la funzione dell’arte come luogo di cura simbolica e di riscatto. Il regista ha insistito sulla necessità di ricordare ciò che è accaduto, evitando di ridurre quella memoria a un fatto puramente privato.
'Elsinore' intreccia così la biografia di Charleson, il potere del teatro e la responsabilità collettiva: la figura dell’attore diventa un punto di osservazione privilegiato per comprendere la fragilità dei corpi, ma anche la straordinaria forza delle relazioni umane e della solidarietà.
Il presente e la questione queer nel messaggio di Stone
Stone ha collegato la narrazione storica del film a una riflessione acuta sul presente. Nel suo ragionamento, ha evidenziato come le persone queer siano ancora oggi trasformate in bersagli e capri espiatori da una parte della politica populista o di estrema destra. Per questa ragione, il film non si limita a guardare al passato dell’epidemia e allo stigma che ne derivava, ma richiama con urgenza il rischio persistente di utilizzare le minoranze come strumenti per ottenere consenso, spostando su di esse paure e tensioni sociali.
Il progetto mantiene, dunque, un taglio civile e impegnato, senza mai abbandonare la profonda dimensione umana. La memoria dell’Aids, la difesa della comunità e il ruolo salvifico del teatro convergono in una storia potente che parla di presenza, consapevolezza e responsabilità. Il cast di 'Elsinore' include, oltre a Andrew Scott, anche nomi come Olivia Colman, Billie Piper, Johnny Flynn, Luke Thompson e David Dawson. La produzione ha visto la partecipazione di Lucky Red.