Jesse Eisenberg torna alla regia con il suo terzo lungometraggio, The Debut, presentato questa settimana da I Wonder alla Festa del Cinema di Roma. Il film pone al centro della narrazione la figura di Mona Friedman, una casalinga del New Jersey interpretata magistralmente da Julianne Moore. Mona è una donna intrinsecamente timida, abituata a compiacere gli altri al punto da rendersi quasi invisibile agli occhi della sua stessa famiglia e dell'ambiente circostante. La produzione di A24 vede la Moore già indicata tra le possibili candidate all'Oscar, in un racconto che fonde sapientemente elementi di commedia, momenti di profondo dolore e una peculiare percezione soggettiva della realtà.
La caratterizzazione di Mona è vivida e dettagliata: appare con gli occhi spesso arrossati, la pelle diafana, avvolta in maglioncini dai colori pastello e camicette abbottonate fino al collo. Il suo modo di fare è costantemente improntato alle scuse, si muove con esitazione e vive in un contesto familiare che non sembra prestarle alcuna attenzione. I figli sono distratti dalle proprie vite, mentre il marito Howard, interpretato da Patrick Fabian, la tratta quasi come un soprammobile, preferendo dedicare il suo tempo alla televisione. In questo scenario, Eisenberg costruisce un ambiente volutamente deformato, dove la realtà oggettiva cede il passo alla percezione emotiva di Mona.
La visione registica: tra realtà e percezione
Il regista ha chiarito la sua intenzione di creare un'atmosfera profondamente soggettiva. “Volevo creare un ambiente soggettivo. Raccontare non tanto la dimensione oggettiva, quanto la sua percezione”, ha spiegato Eisenberg in occasione di un'anteprima del film a Los Angeles. Questa deformazione si manifesta sia nei gesti di gentilezza che nelle umiliazioni subite dalla protagonista. Eisenberg ha parlato di uno scarto del “10-20% rispetto alla realtà”: gli incoraggiamenti che Mona riceve sono amplificati, così come le manifestazioni di affetto. Quando entra per la prima volta in un teatro, riceve complimenti immediati e una collega appena conosciuta le dichiara: “Diventeremo sorelle”, enfatizzando un legame istantaneo e quasi irreale.
Parallelamente, la stessa esagerazione si riscontra nelle esperienze negative. Al supermercato, un uomo la spinge e la supera alla cassa con una frase lapidaria: “Ho molte cose nel carrello, le passo avanti”, un'umiliazione amplificata dalla sua sensibilità. Anche gli scenari urbani che Mona attraversa quando si avventura fuori dalla sua zona di comfort appaiono iperdegradati, con immagini di persone che si scaldano attorno a bidoni incendiati. Per Eisenberg, ogni elemento doveva risultare "un po’ esagerato", non strettamente verosimile, con l'obiettivo primario di restituire fedelmente il tumulto interiore e le sensazioni provate dalla protagonista.
Il percorso di riscoperta di Mona Friedman
Ambientato nel 1990 in una tranquilla cittadina del New Jersey, The Debut segue il percorso di Mona in un momento cruciale della sua vita: i figli sono prossimi al diploma e lei decide di intraprendere un cammino di riscoperta personale.
Questo la porta a presentarsi alle audizioni per Nosy Neighbors, un musical locale messo in scena nel teatro della comunità. Il provino, tuttavia, non procede come sperato, segnando l'inizio di un viaggio tragicomico che la porterà a confrontarsi con se stessa e il mondo esterno.