Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha recentemente arricchito le sue collezioni con una significativa donazione: l’effigie in terracotta di Torquato Tasso, opera realizzata intorno al 1885 dallo scultore pugliese Francesco De Matteis. L’importante acquisizione è stata resa possibile grazie a Sir Nicholas Penny, rinomato storico dell’arte britannico e direttore della National Gallery di Londra fino al 2015, e a Lady Penny. La presentazione ufficiale dell’opera è avvenuta il 15 ottobre 2026 a Napoli, nella Sala 20 del museo, nell’ambito del prestigioso ciclo Notizie da Capodimonte, promosso dall’associazione Amici di Capodimonte Ets.
L’ingresso di quest’opera nelle collezioni di Capodimonte riveste un particolare rilievo per approfondire la conoscenza degli esordi artistici di Francesco De Matteis, nato a Lecce nel 1852 e scomparso a Napoli nel 1917. La terracotta è fondamentale per ricostruire i suoi legami con il vivace ambiente artistico napoletano dell’epoca. Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt, ha espresso il suo apprezzamento per la donazione, sottolineando come l’opera sia una chiara testimonianza del “grande interesse del collezionismo anglosassone per l’Ottocento napoletano e meridionale”. Schmidt ha inoltre definito Sir Nicholas Penny un “amico” di Capodimonte e un “interlocutore prestigioso”, evidenziando il valore del rapporto.
L’effigie di Torquato Tasso documenta una fase cruciale nella formazione dello scultore. Dopo aver ricevuto lezioni da maestri come Stanislao Lista e Gioacchino Toma e aver trascorso un breve periodo a Parigi, De Matteis partecipò all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884, presentando tre opere in bronzo. Pochi anni più tardi, nel 1887, ottenne un notevole successo alla Promotrice Salvator Rosa con l’opera Troja ammaestrata, scultura che oggi fa parte delle collezioni Intesa Sanpaolo e si trova presso le Gallerie d’Italia di Napoli.
Questi stessi anni furono propedeutici all’impegno di Francesco De Matteis nella decorazione del celebre Caffè Gambrinus, un incarico datato 1890, e videro consolidarsi il suo legame con Domenico Morelli, una figura centrale della pittura napoletana del XIX secolo.
L’effigie di Tasso permette, dunque, di analizzare congiuntamente la formazione, le prime affermazioni pubbliche e le importanti relazioni che lo scultore intessé all’interno di una rete artistica che vedeva Napoli come uno dei suoi centri più dinamici e attivi.
Una donazione che valorizza il collezionismo anglosassone
La provenienza dell’opera aggiunge un ulteriore e significativo elemento di interesse. La preziosa terracotta proviene, infatti, dalla collezione di Sir Brinley Ford, un eminente studioso e collezionista noto per il suo interesse verso gli artisti britannici e irlandesi che visitarono l’Italia nel