Il settore delle librerie in Italia si conferma un comparto di rilievo economico e culturale, generando un giro d’affari complessivo di 1,8 miliardi di euro. Questo mercato impiega circa 12.200 addetti e si articola su 4.451 esercizi commerciali distribuiti sul territorio nazionale. Nonostante questi numeri significativi, il settore è caratterizzato da una marcata disomogeneità territoriale: ben l’83% dei Comuni italiani non dispone attualmente di un punto vendita librario.

Questi dati emergono dal primo Censimento delle Librerie italiane, un rapporto di fondamentale importanza promosso da ALI - Associazione Librai Italiani Confcommercio e realizzato in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.

Lo studio è stato presentato ufficialmente a Roma, presso Palazzo Altemps, in occasione degli Stati Generali delle Librerie, un appuntamento cruciale per il futuro del comparto.

La presentazione del Censimento si è svolta il 21 ottobre 2026, tra le 9,20 e le 12,30, in Piazza S. Apollinare, 46. L'evento, inserito nel più ampio contesto degli Stati Generali delle Librerie, organizzati in sinergia con il Piano Olivetti per la Cultura e il Centro per il Libro e la Lettura, ha offerto una fotografia dettagliata e aggiornata della consistenza e delle caratteristiche della rete libraria italiana. Il lavoro si è concentrato anche sulle trasformazioni in atto nel mercato, analizzando le criticità esistenti e le opportunità di sviluppo future per il settore.

Dal rapporto emerge un profilo ben definito del libraio medio: una figura con un'età di circa 53 anni, che molto spesso è anche il fondatore del proprio negozio. Il suo ruolo trascende la mera attività commerciale, configurandosi come una funzione insieme imprenditoriale, culturale e comunitaria. La capacità di ascolto e di interazione diretta con il pubblico è considerata l'attitudine più importante del mestiere dal 65,7% dei professionisti intervistati. Questa profonda relazione con la clientela contribuisce in modo significativo alla fidelizzazione, tanto che circa sette acquirenti su dieci frequentano abitualmente lo stesso punto vendita, creando un legame di fiducia e appartenenza.

Il ruolo centrale delle librerie fisiche e le sfide del mercato

Nonostante la crescente diffusione di strumenti multimediali e l'integrazione delle tecnologie digitali nella gestione quotidiana, la libreria fisica mantiene un peso centrale e insostituibile nel mercato del libro italiano. I negozi tradizionali generano infatti quasi l'80% del fatturato aziendale complessivo del settore, dimostrando la loro resilienza e l'importanza del contatto diretto con i lettori.

Tuttavia, il rapporto non nasconde le sfide. Il settore è caratterizzato da margini operativi contenuti e una redditività che può risultare fragile. Nonostante queste difficoltà, l'atteggiamento generale degli operatori è orientato al cambiamento e all'innovazione: un dato significativo rivela che l'83,4% dei librai prevede importanti trasformazioni operative nei prossimi anni, segno di una volontà di adattamento e di ricerca di nuove strategie per affrontare le dinamiche del mercato.