Marco Castoldi, in arte Morgan, ha inviato un messaggio alla senatrice a vita Liliana Segre per contestare il ddl antisemitismo, rendendo poi pubblico il testo tramite tre screenshot su Instagram. La vicenda, emersa il 5 ottobre 2026, si inserisce nel dibattito sul provvedimento, già richiamato da Fedez. Il cantautore sostiene che il punto non sia l’antisemitismo, ma la condotta del governo israeliano, aprendo il messaggio con una domanda diretta a Segre: «perché si presta a questo gioco insensato e sanguinario?».
Nel testo, Morgan afferma che «non esiste affatto nessun antisemitismo», ritenendo falso il contrario.
La sua tesi distingue tra gli ebrei e il governo di Israele: l’indignazione pubblica, secondo il cantautore, riguarda guerre, violenza e scelte politiche israeliane, non l’identità ebraica. Il messaggio include espressioni dure contro il governo israeliano, definito da Morgan con termini accusatori, e richiama il vissuto di Segre come sopravvissuta all’Olocausto.
Nel post che accompagna gli screenshot, Morgan spiega di aver scritto personalmente alla senatrice, che stima e ammira. La ragione è il suo «sincero stupore» per la posizione favorevole al decreto antisemitismo. Il cantante precisa di non pretendere una risposta, ma rivendica la scelta di condividerlo: la questione, sostiene, è «un tema pubblico» e merita un confronto aperto dove anche il popolo possa avere voce.
La parte conclusiva del post affronta il confine tra comunicazione privata e pubblicazione. Morgan dichiara che, se Segre dovesse rispondergli privatamente, non renderebbe pubblica la risposta. Tuttavia, si considera libero di pubblicare il proprio testo, essendone l’autore. Questo passaggio è cruciale, poiché il contenuto, nato come comunicazione diretta, è divenuto immediatamente oggetto di discussione pubblica tramite Instagram.
Il dibattito sul ddl antisemitismo
La presa di posizione di Morgan si inserisce nel più ampio dibattito pubblico sul ddl antisemitismo. Con la sua azione, il cantautore ha collegato la critica alla posizione di Liliana Segre alle polemiche sulle critiche al governo israeliano, evidenziando la complessità del tema e la necessità di un confronto.