La trattativa sul contratto del Teatro alla Scala è in stallo. Un lungo incontro tra il sovrintendente Fortunato Ortombina e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials non ha prodotto una soluzione condivisa. Confermato lo sciopero del 20 ottobre 2026, che farà saltare la prima del Faust, con manifestazioni e presidi annunciati.
Il nodo centrale è la parte economica. I lavoratori chiedono un aumento del 15% della retribuzione annua lorda, specificando si tratti di un recupero dell’inflazione accumulata, anche prima del 2026. La richiesta non è un incremento ordinario, ma un adeguamento per compensare la perdita di potere d’acquisto subita negli anni.
Dopo l’incontro, i sindacati hanno riconosciuto un’apertura del Sovrintendente sul recupero inflazionistico, ma lamentano l'assenza di passi avanti concreti sulla richiesta economica. Hanno dichiarato che, pur apprezzando l'apertura, non ci sono stati "avanzamenti concreti sulla richiesta economica presentata in piattaforma, in particolare sul recupero inflazione". La mancanza di progressi ha confermato la mobilitazione e l'annuncio di "manifestazioni e presidi" durante lo sciopero.
La vertenza era già emersa nei giorni precedenti. Un primo tavolo tra Ortombina e i rappresentanti aveva individuato come punto critico le risorse disponibili per il rinnovo. I sindacati avevano precisato: "i lavoratori non chiedono un aumento, ma un recupero in base all’inflazione", segnalando una "mancanza di chiarezza" sulle disponibilità finanziarie.
Il nodo delle risorse e il mandato al confronto
La discussione non si limita alla percentuale, ma include il percorso istituzionale per trasformare la piattaforma sindacale in un accordo. Nella fase iniziale della trattativa, il sovrintendente Fortunato Ortombina ha riferito di aver ricevuto dal consiglio di amministrazione il mandato per avviare il confronto. I sindacati hanno preso atto di tale indicazione, valutandone le implicazioni per il prosieguo.