Martedì 20 ottobre 2026, i lavoratori del Teatro alla Scala di Milano terranno un presidio dalle 9 alle 12, in concomitanza con lo sciopero proclamato nel giorno della prima dell’opera Faust. La mobilitazione, incentrata sul rinnovo del contratto di lavoro, si svolgerà inizialmente davanti al teatro e successivamente a Palazzo Marino, sede del Comune, nella stessa piazza. Lo slogan scelto dalle organizzazioni sindacali è “Senza di noi non si alza il sipario”, una formula che sottolinea il ruolo essenziale dei lavoratori per l’attività quotidiana del teatro.
L’iniziativa è promossa dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Fials. La protesta nasce dalla situazione di stallo nel rinnovo del contratto, con la trattativa ferma e nessun incontro fissato. Il presidio davanti alla Scala assume un duplice significato: attirare l’attenzione del pubblico in occasione di una nuova produzione e portare la vertenza davanti alla sede istituzionale del Comune di Milano, un interlocutore chiave per un teatro che ricopre un ruolo centrale nella vita culturale cittadina.
La scelta della data non è casuale: il 20 ottobre coincide con la prima di Faust, celebre titolo del repertorio francese di Charles Gounod. Lo sciopero è confermato e la serata delle 19:30 è considerata a rischio.
Al 17 ottobre 2026, il teatro non aveva ancora comunicato un eventuale annullamento della rappresentazione. Gli spettatori sono invitati a seguire gli aggiornamenti ufficiali della Scala e della biglietteria, poiché la situazione potrebbe influenzare direttamente lo svolgimento dello spettacolo e l’accesso del pubblico.
Contratto fermo e richiesta di recupero salariale
Il punto cruciale della vertenza è il rinnovo del contratto di lavoro. Il confronto tra il sovrintendente Fortunato Ortombina e le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Fials non ha portato a una soluzione. Tra le richieste principali figura un aumento del 15% della retribuzione annua lorda, motivato dalla necessità di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Il presidio mattutino, dalle 9 alle 12, mira a dare visibilità a una trattativa che i lavoratori ritengono bloccata.