La città di Trieste accoglie la retrospettiva dedicata a Jack Vettriano, artista scozzese scomparso nel 2025. Dal 29 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, il suggestivo Salone degli Incanti ospita 80 opere – tra dipinti, lavori su carta, fotografie e materiali audiovisivi –che esplorano il suo universo visivo, caratterizzato da atmosfere sospese, figure femminili magnetiche e contesti romantici onirici.

L'esposizione, che ha già riscosso notevole successo a Bologna, Milano e Roma, giunge a Trieste promossa dal Comune di Trieste e organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini S.r.l.

La curatela è di Francesca Bogliolo, con presentazione di Pietro Franca. Il progetto, ideato dallo stesso Vettriano (nato nel 1951), si articola in otto sezioni che ripercorrono la sua evoluzione artistica e i soggetti distintivi del suo linguaggio pittorico.

Il percorso espositivo svela la costruzione dell'immaginario dell'artista attraverso "immagini chiare e accessibili". Tra le opere di spicco, su carta museale, figura Il maggiordomo che canta, venduto da Sotheby’s nel 2004 per quasi 750mila sterline. La scena iconica raffigura una coppia che danza sulla battigia in una giornata uggiosa, protetta da ombrelli retti da una cameriera e un maggiordomo, il quale, nell'immaginazione di Vettriano, intona Fly me to the moon di Frank Sinatra.

La mostra include anche otto dipinti a olio, rari nella produzione di Vettriano. Francesca Bogliolo descrive il suo lavoro come un equilibrio di "luce e oscurità", dove "presenza convive con l’assenza". Il suo stile richiama l'estetica del cinema noir, i coloristi scozzesi e maestri come Edward Hopper, Norman Rockwell e Gil Elvgren, creando atmosfere sospese, che evocano incontri passati e attese dal finale incerto.

Il percorso triestino e i materiali della mostra