Si è conclusa con successo la ventiquattresima campagna di scavo archeologico condotta dall’Università di Macerata a Tifernum Mataurense, l’antica città romana situata nell’attuale Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro e Urbino. Le indagini, svoltesi tra il 31 agosto e il 26 settembre 2026, hanno portato alla luce nuove strutture nel quartiere residenziale e un’importante scoperta nell’area delle terme romane: il ritrovamento di un’ulteriore colonna. Quest’ultimo elemento rafforza significativamente l’ipotesi dell’esistenza di un grande portico antistante la palestra termale e fornisce ulteriori dati per la ricostruzione dell’assetto urbano del sito.

La campagna di scavo, che si inserisce in un progetto di ricerca sul campo attivo dal 2000 e che ha ormai superato i venticinque anni, è stata diretta con perizia da Emanuela Stortoni, docente del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla stretta collaborazione con il Comune di Sant’Angelo in Vado e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino, enti fondamentali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico.

Le nuove scoperte nel quartiere residenziale

Le rivelazioni più significative di questa campagna provengono dall’area di Campo della Pieve, un settore del quartiere residenziale di Tifernum Mataurense finora in gran parte inesplorato e situato in prossimità della celebre Domus del Mito.

Qui sono state identificate nuove murature, associate a consistenti strati di crollo. Questi strati erano composti da un insieme di pietre, laterizi e abbondanti tracce di carbone, elementi che suggeriscono la possibile distruzione di un edificio in quest’area. Tali ritrovamenti offrono preziosi nuovi dati sulla disposizione e l’organizzazione delle abitazioni all’interno dell’antica città romana.

La struttura edilizia individuata sembra inoltre affacciarsi direttamente su un tracciato viario. Questo dettaglio è di fondamentale importanza, poiché permette di comprendere con maggiore precisione il rapporto e l’interazione tra le aree residenziali e la rete stradale che caratterizzava l’urbanistica di Tifernum Mataurense.

Le nuove evidenze di Campo della Pieve arricchiscono così il quadro delle conoscenze sul tessuto urbano antico, fornendo spunti inediti sulla vita quotidiana e l’architettura residenziale del sito.

Il rinvenimento della colonna nelle terme romane

Un altro risultato di grande rilievo è emerso nell’area delle terme romane, un complesso che ha rappresentato il fulcro delle indagini archeologiche negli ultimi anni. Il rinvenimento di un’ulteriore colonna in questo settore rafforza in modo sostanziale l’ipotesi già avanzata dagli archeologi: la presenza di un ampio portico che si estendeva lungo la fronte della palestra termale. Questo dato non solo conferma le precedenti intuizioni, ma suggerisce anche che le dimensioni complessive del complesso termale fossero significativamente maggiori rispetto a quelle finora ipotizzate.

La scoperta contribuisce a delineare un’immagine più completa e imponente delle strutture pubbliche di Tifernum Mataurense, evidenziando la grandezza e la complessità dell’ingegneria romana applicata agli edifici dedicati al benessere e alla socialità.