Al Teatro La Fenice di Venezia, l'incertezza persiste sui due appuntamenti che segnano l'apertura delle stagioni lirica e sinfonica. L'assemblea delle maestranze ha infatti confermato a maggioranza, in data 5 novembre 2026, gli scioperi già proclamati. Questi riguardano il 13 novembre, giorno previsto per l'inaugurazione della stagione lirica con l'opera Fedora di Umberto Giordano, e il 28 novembre, data in cui il concerto diretto da Riccardo Frizza dovrebbe dare il via alla stagione sinfonica. La decisione è giunta al termine di un confronto tra i lavoratori e la direzione della Fondazione, che non ha portato a un'intesa sulle richieste sindacali.
I motivi della protesta e il dialogo fallito
La mobilitazione coinvolge le maestranze del teatro e affonda le radici in questioni che i rappresentanti dei lavoratori considerano tuttora irrisolte. Tra le principali criticità denunciate figurano relazioni sindacali giudicate insoddisfacenti, problematiche relative all'organizzazione del lavoro e la mancata valorizzazione delle professionalità interne. Nei giorni precedenti, i sindacati e la Rsu avevano espresso la disponibilità a trovare un percorso condiviso, con il chiaro intento di scongiurare l'astensione dal lavoro e garantire il regolare svolgimento delle importanti serate inaugurali.
La direzione aveva presentato alla Rsu un documento contenente alcune proposte, ma l'assemblea delle maestranze ha ritenuto tali soluzioni insufficienti rispetto alle rivendicazioni avanzate.
Nemmeno la comunicazione inviata dal sovrintendente Nicola Colabianchi ai dipendenti, che forniva precisazioni sugli aspetti contrattuali sollevati, è riuscita a ricomporre la vertenza. La conferma degli scioperi mantiene, dunque, un'ombra di incertezza sulla prima di Fedora e sull'evento inaugurale della stagione sinfonica.
Le inaugurazioni a rischio
La situazione attuale rappresenta un momento cruciale per la programmazione del prestigioso teatro veneziano. L'apertura della stagione lirica con l'opera di Umberto Giordano è uno degli appuntamenti più attesi e centrali del calendario, mentre il concerto diretto dal maestro Riccardo Frizza segna l'inizio del percorso sinfonico. La protesta, ratificata a maggioranza, non scaturisce da un singolo episodio, ma da un complesso di criticità che i lavoratori percepiscono come ancora prive di risposte concrete e adeguate.