Centinaia di film, libri e canzoni hanno sfruttato e celebrato il potere dello sguardo, a volte fino a banalizzarlo. Dietro a tanto clamore vi è però un fondo di verità che non tutti conoscono: i nostri occhi sono unici. L’essere umano è un animale estremamente sociale e comunicativo, tanto che senza gli altri non riusciremmo a sopravvivere in modo soddisfacente. Un famoso filosofo, Rousseau, affermò che l’uomo può essere tale solo in mezzo ad altri uomini. Questa peculiarità umana sembra trovare riscontro negli occhi: la nostra specie, infatti, ha la sclera dell’occhio bianca, a differenza dei primati.

L’uomo può essere tale solo in mezzo ad altri uomini

A quanto pare la sclera, con il progredire dell’evoluzione, avrebbe assunto un colore bianco perché potessimo capire e seguire meglio la direzione dello sguardo degli altri e dunque per favorire la comunicazione non verbale.

Molte specie animali, invece, hanno bisogno di camuffare il proprio sguardo per poter nascondere le loro intenzioni ai predatori o alle prede, ed è per questo motivo che la sclera è spesso di colore scuro, come la pupilla. Alcuni studi affermano che il cane, in antichità, nella sua convivenza con l’uomo avrebbe imparato a seguire ed interpretare lo sguardo umano, più di quello dei propri simili.

Le altre specie animali vivono in branco, così come l'uomo vive in un gruppo sociale che può essere più o meno ristretto, ma per motivazioni strettamente legate alla sopravvivenza.

L'essere umano ha una capacità estremamente adattiva

Ne è un esempio rinomato il lupo, il quale cura in modo meticoloso lo schema del branco e dunque la posizione che ogni membro deve avere all'interno della comunità in modo da garantirne la massima efficienza; oppure basta osservare i gruppi di animali erbivori quali le zebre o le gazzelle, che formano un branco per potersi proteggere meglio dagli eventuali attacchi dei predatori e garantire la preservazione della specie.

L'essere umano ha una capacità estremamente adattiva ed è stato dimostrato che può sopravvivere all'ambiente anche in condizioni di solitudine, quindi si ipotizza che la società nasca da un bisogno umano di comunicare, di condividere. Inoltre l'essere umano ha un'altra particolarità che va a sottolineare il proprio aspetto sociale: l'unico suono a cui siamo predisposti in modo innato è la voce degli altri (come ad esempio la voce della madre che riesce a tranquillizzare immediatamente il neonato).