Si sono vissute due terribili ore di panico nella città di Macerata. Un giovane italiano di 28 anni si è riversato in strada a bordo di un'Alfa Romeo 147 nera, sparando a vista con una pistola semi-automatica. I cittadini sono sconvolti, mentre è partita la caccia ad un probabile complice.

Attentatore "fascista"

Il bilancio è particolarmente grave: sei feriti, di cui due gravi. Le autorità hanno preso in considerazione motivazioni xenofobe: l'uomo, durante il suo "tour dell'orrore", indossava una bandiera tricolore legata attorno al collo, facendo il saluto romano durante il suo arresto, avvenuto dopo due ore di fuga.

Prima di essere bloccato dai carabinieri, il 28enne ha urlato una frase piuttosto eloquente: "L'Italia agli italiani". Inoltre tutti i soggetti raggiunti dai suoi colpi sono immigrati o persone di colore.

Il nome dell'attentatore è già sulla bocca di tutti: Luca Traini, originario di Tolentino, risiedeva proprio a Macerata. Dell'uomo da poco arrestato dai carabinieri si sa che nel 2017 si è candidato alle elezioni comunali di Corridonia con la Lega Nord guidata da Matteo Salvini. I video che inchiodano l'attentatore si stanno già diffondendo sul web, diventando rapidamente virali.

L'arresto e i motivi del raid

Luca Traini avrebbe sparato per oltre due ore, dopodiché avrebbe fermato la macchina nei pressi del monumento ai caduti di Macerata, sarebbe sceso dal veicolo e, girandosi verso la piazza - in un orario che, ricordiamo, vedeva i bambini appena usciti da scuola - avrebbe fatto il saluto romano, lasciando chiaramente intuire le sue tendenze politiche.

Tutto ciò sarebbe avvenuto dinanzi agli sguardi di curiosi armati di telefono.

I carabinieri al momento non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sul movente, anche se le prime ipotesi risultano abbastanza chiare. Dopo l'assalto con l'automobile, ciò che ha sorpreso di più le forze dell'ordine è stato l'atteggiamento dell'uomo che non ha opposto alcuna resistenza all'arresto.

Una delle ipotesi che sta circolando con maggiore insistenza, è in qualche modo legata alla triste vicenda di Pamela Mastropietro, la giovane che a Macerata è stata trovata smembrata e chiusa dentro due trolley trasportati da Innocent Oseghale, uno spacciatore nigeriano che al momento si trova sotto custodia delle forze dell'ordine.

A dare adito a questa possibilità ci sarebbe il comportamento dell'attentatore che, nel corso del suo folle viaggio, si sarebbe diretto verso via dell'Industria, non distante da Pollenza, luogo in cui sono stati trovati i resti di Pamela.

L'odio genera odio

Decisamente simbolico è risultato un gesto compiuto da parte di Traini durante la sparatoria: ha aperto il fuoco contro una sezione del PD. A prescindere da ciò, è risultato subito ovvio come un singolo soggetto carico di un odio razziale di questo genere, non possa essere il rappresentante diretto di un'intera fetta Politica.

"Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle. È chiaro ed evidente che un'immigrazione fuori controllo, un'invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale", ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini, dissociandosi dal folle gesto dell'uomo.

Malgrado siano state evitate le morti degli immigrati colpiti, l'attentato, privo di alcun fondamento logico, resta però un campanello d'allarme che, ancora una volta, pone l'estrema destra e l'ideologia fascista sotto i riflettori. Va ricordato, in ogni caso, che la violenza non ha alcuna bandiera e che - per fortuna - è sempre il mezzo più denunciato e denigrato da parte di tutti gli esponenti del mondo politico.

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