Le 6 misure utilizzabili per la pensione nel 2019

Pensioni: tutte le vie di uscita del 2019 con i requisiti aggiornati alle nuove disposizioni.
Pensioni: tutte le vie di uscita del 2019 con i requisiti aggiornati alle nuove disposizioni.

Con l’entrata di quota 100 nel sistema previdenziale, aumentano le vie possibili per lasciare il lavoro l’anno prossimo.

revisionato da Marco Mancini
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Il 2019 sarà un anno di sensibili cambiamenti per il mondo previdenziale nostrano. Con il via di quota 100 e con la riattivazione di opzione donna, aumentano le vie offerte dal sistema ai lavoratori per andare in pensione. Cambiamenti dicevamo, perché oltre alle nuove misure che nasceranno con decreti collegati alla legge di Bilancio, anche le misure già in vigore prevedono mutamenti in termine di requisiti di accesso.

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Le coperture finanziarie sono già certe

Siamo ancora alle ipotesi, perché ad oggi della misura si sa solo lo stanziamento economico della legge di Bilancio. Il governo ha destinato 6,7 miliardi al capitolo pensioni della manovra, da utilizzare in stragrande maggioranza per quota 100 e poi per opzione donna. Queste infatti sono le due uniche novità che entreranno in azione l’anno venturo. Opzione donna in realtà non è una vera e propria novità dato che si tratta di una proroga.

Le coperture finanziarie sono già certe
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Come andare in pensione con quota 100

Quota 100 permetterà di andare in pensione con una età minima di 62 anni e con una dotazione di contributi previdenziali versati di 38 anni. Le combinazioni possibili saranno 62+38, 63+38, 64+38 e così via fino a 66 anni. La misura prevede anche il meccanismo delle finestre, con la prima, destinata a chi raggiunge la combinazione a lui utile entro la fine del 2018, che partirà ad aprile 2019. Poi finestre trimestrali, salvo che per gli statali le cui finestre saranno semestrali.

Come andare in pensione con quota 100
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Opzione donna, come funziona la pensione contributiva per lavoratrici

Si tratta di una riattivazione di una misura già sperimentata in passato. Riguarda donne lavoratrici a cui sarà consentito di andare in pensione con 58 anni di età e 35 di contributi versati. Per le lavoratrici che sceglieranno di andare in pensione con opzione donna c’è da sapere che la pensione sarà calcolata interamente con il penalizzante sistema contributivo che in sintesi significa un assegno pensionistico inferiore di almeno il 20% rispetto a quello spettante a fine carriera.

Opzione donna, come funziona la pensione contributiva per lavoratrici
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Pensione di vecchiaia 2019

L’aspettativa di vita produrrà l’anno venturo un aumento di 5 mesi dell’età pensionabile. Questo significa che la pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età passerà a 67 anni. All’età necessaria vanno aggiunti almeno 20 anni di contribuiti previdenziali a qualsiasi titolo versati. Nessuna distinzione tra uomini e donne ed età pensionabile a 67 anni anche per l’assegno sociale, la pensione per chi non ha o ha meno di 20 anni di contribuiti versati.

Pensione di vecchiaia 2019
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Pensioni anticipate 2019

La pensione distaccata da limiti di età si chiama pensione anticipata e fu ribattezzata così dalla legge Fornero (prima si chiamavano pensioni di anzianità). Aspettativa di vita anche in questo caso che inciderà con 5 mesi di aumento sugli attuali requisiti. Si andrà in pensione con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne, senza limiti anagrafici.

Pensioni anticipate 2019
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Quota 41 per i precoci

Anche nel 2019 resterà in vigore la quota 41, ma destinata solo a lavoratori precoci e con problemi di disagio fisico o lavorativo, con un incremento di 5 mesi. Senza vincoli di età la quota 41,5 è destinata a lavoratori che hanno almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni di età (precoci), che in totale detengono 41 anni di versamenti e che sono invalidi o con disabili a carico (invalidità minima 74%), disoccupati o alle prese con i lavori gravosi (15 categorie).

Quota 41 per i precoci
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Chi rientra nell’Ape sociale

Non è ancora certo ma anche nel 2019 dovrebbe essere confermato l’Anticipo Pensionistico Sociale. Le stesse categorie di lavoratori disagiati a cui è destinata quota 41 è la platea di beneficiari dell’Ape sociale. Servono almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi per disoccupati, invalidi o caregivers, mentre 36 anni sono necessari per gli addetti a mansioni gravose.

Chi rientra nell’Ape sociale
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