L'articolo 32-bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (Decreto Sviluppo) ha introdotto la possibilità per imprese e liberi professionisti, e per le operazioni concluse a partire dal 1° dicembre 2012, di liquidare l'IVA per cassa.

L'esigibilità da parte dell'Amministrazione Finanziaria dell'IVA sulle vendite e la possibilità di detrarre l'IVA sugli acquisti non ha più come presupposto la stipulazione del contratto o la consegna/spedizione del bene, come previsto dal DPR IVA 633/1972 art. 6, bensì l'incasso della fattura emessa o il pagamento della fattura ricevuta.

In tal senso si registra quindi una norma a favore del contribuente che verserà l'IVA in via posticipata rispetto alle regole ordinarie.

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Riferimenti normativi

Le principali indicazioni operative, di seguito riassunte, sono contenute, oltre che nel D.L. sopracitato, nel Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze dell'11 ottobre 2012, nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 21 novembre 2012 e nella circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 44/E del 26 novembre 2012.

  • Possono esercitare l'opzione dell'Iva per cassa solo due categorie di soggetti, il libero professionista o l'imprenditore (anche enti no profit per attività commerciale eventualmente svolta) con volume di affari annuo inferiore a 2 milioni di euro. A tal fine è sufficiente il comportamento concludente in sede di liquidazione periodica e la formale comunicazione nella prima dichiarazione annuale IVA (quadro VO) relativa all'anno in cui si effettua la scelta;
  • L'opzione ha durata triennale salvo superamento limiti volume di affari;
  • L'imposta diviene, comunque, esigibile e detraibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, il limite temporale non si applica nei casi in cui il cliente è sottoposto a procedure concorsuale.

Operazioni escluse

  • In riferimento alle operazioni attive (vendite o prestazioni effettuate) il regime inoltre non si applica per le prestazioni di servizi e cessioni di beni effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell'esercizio d'imprese arti o professioni, per operazioni effettuate in ambito di regimi speciali IVA e per le quali non va indicata l'Iva in fattura.
  • In riferimento alle operazioni passive (acquisti o prestazioni ricevute) non si applica per le importazioni di beni, per gli acquisti intracomunitari di beni e per gli acquisti di beni e servizi soggetti all'imposta secondo il metodo dell'inversione contabile (reverse charge).

Da ciò deriva che per queste operazioni l'IVA va liquidata secondo le regole ordinarie, ossia in base alla data della fattura/parcella emessa o ricevuta.

È buona prassi inserire l'indicazione nella fattura emessa che si tratta di una "operazione IVA per cassa ai sensi dell'art. 32-bis del Dl 83/2012", anche se è comunque la scelta delle modalità di liquidazione periodica dell'imposta (comportamento concludente) a determinare l'applicazione del regime. Per contro chi riceve una fattura con questa indicazione non è obbligato ad applicare l'IVA per cassa.

In ultimo ricordo che il regime può essere esercitato in riferimento ad interi periodi d'imposta cosicché il comportamento concludente deve già concretizzarsi dal 1 gennaio 2014, o meglio in sede di liquidazione periodica, e non in corso d'anno, tranne i casi in cui l'attività sia iniziata durante l'anno che viene computato per intero ai fini del calcolo della durata triennale del regime.

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