Ad annunciare il prezzo dell'Ipo di Poste Italiane, è stato il ministro dell'Economia Padoan secondo cui la quotazione di Poste Italiane, è stato un gran successo, il più importante realizzato nell'UE nell'ultimo anno.Durante la conferenza stampa, lo stesso Ministro ha asserito che con la quotazione in borsa di Poste Italiane, nel caso si adotti un'opzione greenshoe, il Tesoro incasserà ben 3,4 miliardi di euro, destinati alla riduzione del debito pubblico, senza dimenticare però, che la strada più importante da seguire per risanare il debito, è sicuramente la crescita economica.

Una strategia ottimale

Il volo in borsa di Poste Italiane, secondo il Ministro, è parte importante della strategia di governo, in base alla quale, il processo di privatizzazione riguarderà prossimamente anche Enav e Ferrovie dello Stato.Al pubblico ed ai dipendenti, verrà destinato il 30% dell'offerta globale di Poste Italiane, il rimanente 70% sarà destinato agli investitori istituzionali, i quali avranno a disposizione 30 giorni di tempo per esercitare l'opzione greenshoe ad essi riservata.

Importanti i numeri ricordati nel corso della conferenza: tra questi troviamo l'ammontare della capitalizzazione, pari a 8,816 miliardi di euro, ottenuto sulla base del prezzo di collocamento, pari a 6,75 €.Il ministro Padoan, ha inoltre ringraziato il top management e i dipendenti, l'azienda tutta, per aver deciso di intraprendere questo cammino importante, che sarà un'ottima opportunità per Poste, che potrà aumentare la propria efficienza ed investire sull'innovazione.

Il discorso di Caio

Alla conferenza stampa, ha preso parte anche l'amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, che si è detto molto contento e soddisfatto per l'operazione portata avanti, e per aver fatto si che l'Italia, attraverso questa quotazione, sia stata portata in giro per il mondo, evidenziando l'interesse del mondo finanziario alla presenza in Borsa di Poste Italiane.Tra i sottoscrittori delle azioni di Poste Italiane, è grossa la presenza di Fondi Sovrani: troviamo tra questi il China Investment Corporation e il Safe (entrambi cinesi); il fondo Kuwaitiano (Kuwait Investment Office) e il fondo Norvegese.

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