Nuovamente modificata la normativa riguardante l’uso dei contante: la Legge di Stabilità 2016 aumenta il limite dai precedenti mille euro agli attuali tremila, Money Transfer esclusi, ed interviene sull’obbligo di accettare pagamenti con carte di credito e debito da parte di professionisti e commercianti a prescindere dall’importo. Ma vediamo nel dettaglio che cosa è cambiato.Dal 1° gennaio è possibile pagare in contanti fino a 2.999,99 euro. Aumenta dunque il limite per l'utilizzo del denaro cash, la cui soglia precedente era stata fissata a 999,99 euro a seguito della stretta imposta dal Governo Monti con il decreto “salva-Italia” del 6 dicembre 2011.

L’art. 12 del decreto legge 6 dicembre 2011 (cd. “salva-italia”) interveniva infatti sull’art. 49 d.lgs 231/2007 nel quale il limite all’utilizzo del contante veniva fissato a 2.500 euro, portando tale limite alla soglia di mille euro. Ora la nuova modifica normativa prevista dal comma 899 dell’art.1 L.208/2015 (L. di Stabilità per il 2016), che innalza il limite all’utilizzo del denaro contante a 3000 euro.

Invariati i limiti per i Money Transfer

L’innalzamento del tetto all’uso del contante non viene invece esteso agli operatori che esercitano il servizio di rimessa di denaro con l’estero, ovvero i cd Money Transfer. Come recita il comma 898 dell’art 1 della L. di Stabilità “per il servizio di rimessa di denaro (…)la soglia e' di euro mille».

La disposizione in questioneè stata oggetto di numerose polemiche politiche, in seno alla stessa maggioranza di Governo, in quanto l’esecutivo non aveva previsto, nella Bozza iniziale, di escludere i Money Transfer dall’aumento dell’utilizzo del contante.

Obbligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti anche mediante carte di credito

Il comma 900 dell’art.1 interviene invece su un argomento particolarmente caro ai consumatori, ovvero l’obbligo, da parte di professionisti e commercianti, di accettare pagamenti mediante carte di credito e di debito a prescindere dall’importo, ancorchétale obbligo non trova applicazionenei casi di oggettiva impossibilità tecnica”.

La L. di Stabilità si occupa contestualmente di un altro aspoetto, e cioè quello riguardante i costi delle commissioni bancarie per gli esercenti che si dotano di un POS (il costo delle commissioni bancarie per singola operazione è tra i principali motivi dell’opposizione di esercenti e professionisti all’introduzione dell’obbligo del POS).

Lo stesso comma 900 prevede che, al fine di promuovere l’effettuazione di operazioni di pagamento basate su carta di debito o di credito e in particolare per i pagamenti di importo contenuto (inferiori a 5 euro), entro il 1º febbraio 2016 il Ministero dell’economia e delle finanze provvederà con proprio decreto, di concerto col Ministero dello sviluppo economico, sentita la Banca d’Italia, ad assicurare la corretta e integrale applicazione del regolamento (UE) n.

751/2015 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2015.

Si tratterà in sostanza di definire le commissioni interbancarie per le operazioni tramite carta di debito in conformità alla normativa europea, al fine di promuovere l’utilizzo delle carte di debito o di credito in particolare per i pagamenti di importo contenuto. Ciò si è reso necessario per evitare che l’obbligo normativo in capo a commercianti e professionisti non costituisca un aggravio di costi per gli stessi, risultando ad oggi particolarmente salati i costi per le commissioni bancarie.