Per il secondo giorno consecutivo, il petrolio scende di prezzo. Dopo il -6% di ieri, oggi a New York il greggio è calato ulteriormente del 4,9%, tornando sotto i 30 dollari al barile, dopo che nel weekend i prezzi erano leggermente lievitati. Inoltre, è stato appurato che le scorte mondiali sono in eccesso a fronte di una domanda che potrebbe decrescere ancora, visto il forte rallentamento che sta attraversando la Cina, seconda potenza economica mondiale.

Petrolio effetto domino

Il calo del petrolio sta provocando effetti negativi anche sulle Borse di tutto il mondo: Milano (la peggiore) stamattina registrava un -3%. Non va meglio nel resto d’Europa: Parigi -3%, Francoforte -1,6% e Londra -2,4%.

Anche dalle parti di Wall Street il segno meno la fa da padrone: il Dow Jones perde il 1,6%, mentre il Nasdaq cede l’1,2%. Il valore dell’euro è in leggero rialzo rispetto a ieri: la moneta unica vale 1,091 dollari (24 ore fa era 1,083 alla chiusura della borsa di WS). Anche alla borsa di Tokyo il dato è negativo: -0,64% dopo due giorni consecutivi di rialzi.

I pessimi risultati di BP

Il comparto petrolifero deve fare i conti anche con i risultati disastrosi del colosso britannico BP. Il quarto trimestre si è chiuso con un calo dell’utile del 91% a 196 milioni di dollari, contro i 2,24 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Il bilancio del 2015 evidenzia una perdita netta di ben 6,48 miliardi di dollari. Pochi si sarebbero aspettati che il buco sarebbe stato quasi il doppio di quanto preventivato dagli analisti.

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Si tratta di un bilancio perfino peggiore di quello del 2010, l’anno del disastro ecologico nel golfo del Messico, in cui Bp perse 3 miliardi e 700 milioni di dollari.

La benzina in Italia

A causa del vero e proprio crollo del greggio, il prezzo della benzina è ulteriormente sceso nel nostro Paese. Oggi la media italiana va sotto quota 1,4€ al litro, dati che non venivano registrati da novembre 2010 quando il prezzo si attestava a 1,385€ al litro. La situazione non sembra destinata a cambiare in meglio nel futuro prossimo. Ieri Alfabeth (Google) è diventata ufficialmente la società con il più alto valore finanziario, seguita da Apple, Microsoft e Facebook (insomma, tutte società operanti nel mondo della tecnologia o del web). Per la prima volta sul podio non c'è stata un’azienda manifatturiera. E se le previsioni degli esperti dovessero essere confermate, sarà così per ancora molto tempo.