L'emergenza dermatite bovina in Sardegna è stata al centro del "Tavolo verde" convocato a Cagliari, il 3 settembre 2026, dall'assessore regionale dell'Agricoltura, Francesco Agus. L'incontro, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni di categoria, ha evidenziato come priorità assoluta lo sblocco delle movimentazioni dei capi di bestiame.
Le attuali restrizioni, che generano un grave impatto economico, interessano una vasta porzione del territorio sardo, in particolare l'area compresa tra il centro e il sud-est dell'isola.
Tale limitazione è diretta conseguenza di due distinti focolai: quello di Escalaplano, che risulta ancora attivo, e quello di Samugheo, dichiarato estinto ma tuttora soggetto a specifiche misure di sicurezza e controllo.
L'obiettivo primario della Regione Sardegna è la rapida ripresa delle movimentazioni dei bovini dall'isola verso il resto del Paese. L'assessore Agus ha sottolineato l'urgenza di "far sì che il prima possibile sia ripresa la movimentazione dalla Sardegna al resto del Paese", evidenziando come le istituzioni coinvolte siano state attivamente sensibilizzate per risolvere una situazione che sta penalizzando in modo significativo la stragrande maggioranza del comparto produttivo zootecnico.
Le restrizioni in vigore impediscono agli allevatori di operare regolarmente, compromettendo l'attività e la sostenibilità delle aziende colpite dalle misure sanitarie.
Il ricorso di Escalaplano e le tempistiche giudiziarie
Durante il confronto al Tavolo verde, è stato richiamato il ricorso presentato da un allevatore di Escalaplano. Questo allevatore si è opposto all'abbattimento della propria mandria, una misura disposta nell'ambito delle strategie di contrasto alla dermatite bovina nodulare. Secondo l'assessore Agus, il principale ostacolo allo sblocco delle movimentazioni è strettamente legato ai tempi di attesa delle sospensive stabilite dai tribunali.
Agus ha ribadito il suo rispetto per l'indipendenza e per le tempistiche della magistratura, ma ha al contempo sollevato una questione cruciale: la compatibilità tra le lunghe attese dei processi giudiziari e le impellenti esigenze produttive dell'intero settore.
Il provvedimento restrittivo collegato al focolaio di Escalaplano ha un'ampia risonanza territoriale, anche a causa della posizione geografica centrale del comune all'interno della Sardegna, amplificando così le difficoltà.
L'assessore ha posto l'accento sulla situazione degli allevatori sardi che, pur essendo in regola con tutti gli adempimenti richiesti, si trovano impossibilitati a operare e non possono permettersi di attendere mesi, specialmente in un periodo considerato strategicamente fondamentale per il contesto produttivo. Parallelamente, è stato comunicato che la campagna vaccinale contro la dermatite bovina sta procedendo con riscontri positivi in gran parte dei territori interessati. Alla riunione ha partecipato anche una delegazione dell'assessorato della Sanità, fornendo un aggiornamento sui progressi dei controlli e delle vaccinazioni in corso.