La Cisl Marche ha evidenziato come il welfare pubblico nella regione imponga un costo eccessivo agli utenti. Una recente rielaborazione, basata sui dati Istat del 2022 e diffusa ad Ancona il 16 settembre 2026, rivela un quadro in cui la spesa sociale complessiva dei Comuni e degli Ambiti territoriali sociali ammonta a 195,5 milioni di euro. Questo si traduce in una spesa pro capite di 132 euro per servizi e interventi sociali, inclusi quelli dedicati alla prima infanzia.

Un aspetto particolarmente critico è la compartecipazione economica richiesta agli utenti, che raggiunge complessivamente il 13,3%.

Tale percentuale colloca le Marche al quinto posto tra le 22 Regioni e Province autonome italiane analizzate, sottolineando il significativo peso economico che grava su utenti e famiglie per accedere ai servizi di welfare pubblico territoriale.

Il peso economico sui servizi residenziali e gli asili nido

L'incidenza della quota a carico degli utenti varia notevolmente a seconda della tipologia di servizio. Per le strutture residenziali destinate agli anziani, la compartecipazione si impenna, arrivando al 51,5%. Diversa è la situazione per le strutture residenziali dedicate alle persone con disabilità, dove la quota si attesta all’11,9%. Per quanto riguarda gli asili nido, la compartecipazione richiesta alle famiglie è pari al 30,3%, un dato che incide notevolmente sul bilancio familiare.

Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, ha espresso forte preoccupazione riguardo al finanziamento pubblico dei servizi. “Occorre invertire questa tendenza – ha sottolineato Ferracuti – rafforzando il finanziamento pubblico e garantendo maggiore equità nell'accesso ai servizi”. A fargli eco è Silvano Giangiacomi, segretario generale della Fnp Cisl Marche, che ha posto l'accento sulla situazione dell’assistenza agli anziani: “Non possiamo permettere che l'accesso a un'assistenza adeguata – ha affermato Giangiacomi – dipenda dalle condizioni economiche della famiglia o che i risparmi accumulati in una vita vengano assorbiti dalle rette”.

Richiesta di un confronto strutturato sul welfare regionale

Di fronte a questa situazione, Cisl Marche e Fnp Cisl Marche avanzano richieste precise, focalizzate sul rafforzamento del finanziamento pubblico e sull'adozione di criteri omogenei per l’accesso ai servizi. Sebbene il confronto con la Regione Marche abbia portato all'avvio dell’intervento Multileva, definito dal sindacato un primo passo positivo, esso è ritenuto ancora insufficiente per affrontare la complessità del problema. La richiesta principale rivolta alla Regione e all’Anci è l’apertura di un tavolo congiunto che coinvolga attivamente le organizzazioni sindacali, per definire strategie e soluzioni strutturali che possano alleggerire il carico economico su utenti e famiglie e garantire un welfare più equo e accessibile a tutti.